martedì 15 agosto 2017

Misticismo e tecnologia

L'immagine può contenere: 1 persona

Mimesi

L'immagine può contenere: 1 persona, primo piano
Un uomo indiano vestito come dea indù kali durante il festival di ram navami
Kevin Frayer

Lo sciamanesimo femminile degli albori dell'umanità

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Mesolitico femmina sciamano di bad dürrenberg, 7000-6500 a. C con regalia ricostruito da ossa animali, corna, denti e conchiglie

lunedì 14 agosto 2017

Mitreo di Marino

Risultati immagini per Mitreo di Marino
 
Il mitreo di Marino venne rinvenuto nel 1962 per caso, durante i lavori di escavazione di una grotta in una cantina ai piedi dell'abitato storico, sulle scalette che portano alla stazione ferroviaria. Sulle prime la notizia venne tenuta nascosta, ma in seguito le autorità lentamente inziarono ad interessarsi al luogo di culto mitraico, che ora è divenuto di proprietà comunale.
Struttura
Si entra al mitreo da una lunga galleria scavata nel peperino, lunga 29 metri, larga 3.10 e alta 3, utilizzata probabilmente all'inizio come cisterna d'acqua. Al termine della galleria c'è l'affresco, famosissimo e ben conservato, dove Mitra taglia la gola al toro bianco. Davanti all'affresco c'è un cippo, su cui si legge: INVICTO DEO CRESCES ACTOR ALFI SEBERI D P, ovvero "Cresces, amministratore di Alfio Severo, pose come dono al dio invitto". Lungo la galleria ci sono dei banconi per gli iniziandi, utilizzati anche dai moderni occupatori della cantina come sostegno per botti e bigonci.
L'affresco
Solo tre sono in Italia i mitrei dove la scena del mistero è dipinta: uno è il Mitreo Barberini a Roma, un altro il mitreo di Santa Maria di Capua Vetere e il terzo è quello di Marino.
Al centro del dipinto c'è Mitra, vestito all'orientale, con berretto frigio, tunica e calzoni rossi; indossa anche un mantello blu volteggiante puntinato di stelle. Guarda verso il Sole che lo illumina; dall'altra parte c'è la Luna. Sotto al Sole e alla Luna ci sono due dadofori, portatori di torce, uno con la torcia alzata (Cautes, il giorno), l'altro con la torcia abbassata (Cautopates, la notte). Mitra sta sgozzando il toro bianco, mentre un cane e un serpente bevono il sangue del toro e uno scorpione morde i testicoli del toro. Dalla coda della vittima escono alcune spighe di grano, simbolo della rinascita della Terra. Ai lati della scena principale ci sono 8 riquadri con le principali imprese della vita di Mitra

domenica 13 agosto 2017

L'Angelo di Giove colui che fissa la prima liturgia eucaristica


E' lui Melchisedek, ovvero l'Angelo di Giove, il primo che istituisce la liturgia eucaristica nel pane e nel vino come a dire nella carne e nel sangue, ripresa in amlo modo dal cristianesimo del II secolo.
Risultati immagini per Melchisedek
Melchisedek rappresentato nella cattedrale ci Chartres con il calice del sangue vino da inzuppare il pane della carne.....

sabato 12 agosto 2017

La paganita da cancellare a Molina di Fumane

Le misteriosi croci incise su di una parete nel parco naturale delle cascate di Molina.
Con buona probabilita' si tratta di croci di cristianizzazione.. Nei tempi antichi l'area era probabilmente sacra a qualche divinita' pagana, a spiriti dei boschi e dei ruscelli...
E questi sono i segni di una battaglia compiuta dalla nuova religione per soppiantarsi nei luoghi di culto di culto di quella antica..
Una sorta di presa di possesso...

Roma sparita : Via dei Cerchi. Esecuzione capitale (con la benedizione di Pio IX) di Monti e Tognetti patrioti risorgimentali terroristi : 24 Novembre 1868

E dopo il Vaticano è intollerante verso la Rivoluzione Francese

giovedì 10 agosto 2017

Una altrettanta frase struggente e significativa ha scritto Margherita Hack

Risultati immagini per Margherita Hack
“Abbiamo tutti la stessa origine, siamo tutti fatti della stessa materia costruita dalle stelle esplodenti, per cui il concetto di fratellanza universale va esteso veramente a tutti i viventi nell’universo.”

Frase rivelatrice delle profonda sacralità che animava Maximilien Robespierre, i grandi pensatori e gli artefici dell'evoluzione umana fanno sempre un brutta fine!

Risultati immagini per robespierre
“Abbandoniamo i preti e torniamo a Dio. Costruiamo la moralità su fondamenta sacre ed eterne; ispiriamo nell'uomo quel rispetto religioso per l'uomo, quel profondo senso del dovere, che è l'unica garanzia della felicità sociale; nutriamo in lui questo sentimento attraverso tutte le nostre istituzioni e facciamo sì che l'istruzione pubblica sia diretta verso questo fine.” 

mercoledì 9 agosto 2017

GIULIANO KREMMERZ

Risultati immagini per GIULIANO KREMMERZ
a cura di Anna Maria Piscitelli

Nonostante lo jeronimo J.M. KREMM - ERZ, semplificato in GIULIANO KREMMERZ,possa far presumere l'origine tedesca di questo emblematico personaggio, si tratta in realtà del più italiano o meglio italico dei Maestri di hermetismo magico dell' ultimo secolo. Fu terapeuta taumaturgo e fondatore della S.P.H.C.I. (Schola Philosophica Hermetica Classica Italica ) Fr+ Tm+ (Fratellanza Terapeutico-Magica) di MIRIAM, caratterizzata da finalità esclusivamente terapeutiche e filantropiche e tuttora operante. Nato a Portici presso Napoli l'8 Aprile 1861,Ciro Formisano, questo il nome anagrafico, venne a trovarsi a diretto contatto con un un anziano e dotto misantropo,

Pasquale De Servis, meglio conosciuto dagli esoteristi del tempo come IZAR. Questi si ispirava a quella tradizione magico-iniziatica di matrice italica rifiorita, già prima dell'avvento del Cristianesimo, nella Magna Grecia con il ripristino nelle terre meridionali e partenopee di culti isiaci (lunari) e osiridei (solari) reimportati dall'Egitto e che avevano anche dato vita alla Scuola Pitagorica. Rimasta virtualmente sepolta per secoli sotto le ceneri e i lapilli dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. in cui fu distrutta anche Pompei, questa tradizione ha sempre tentato di riemergere nel tempo sotto svariate forme, sebbene ostacolata da alterne vicende e celandosi nelle opere e nel pensiero di alcuni grandi: da Dante e i Fedeli d'Amore a Cecco d'Ascoli, a Pico della Mirandola, a Marsilio Ficino, Giordano Bruno, Cornelio Agrippa, Paracelso, ecc. coagulandosi nel movimento culturale rosacruciano del Seicento. Giunta poi nel Settecento fino a Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero e al Conte di Cagliostro, si radicò successivamente nella branca esoterico-occultistica degli ambienti risorgimentali italiani.Stando a quanto lo stesso Kremmerz tramanda, fu proprio il De Servis ( che potrebbe identificarsi con un omonimo signore nato a Portici il 5/10/1837, figlio di uno speziale, benestante e celibe, vissuto e morto sempre a Portici nello stesso stabile in via della Parrocchia in cui abitavano i Formisano,nell'1/03/ 1893) a trasmttere al giovane Ciro, unitamente al suo patrimonio sapienziale, l'iniziazione ai misteri della Scienza Sacra. Infatti questi, pur intrattenendo rapporti diretti con i più illustri protagonisti della scena socio-politica e culturale del tempo, tra cui l'avvocato Giustiniano Lebano, fu proprio nel giovane Formisano che riconobbe le peculiarità strutturali di un futuro maestro d'ermetismo, coniugate a un sorprendente spirito umanitario tinteggiato di bonaria tolleranza e prorompente generosità. La formazione culturale del Formisano, addottoratosi in Lettere all'Università di Napoli, passata attraverso le brevi esperienze dell'insegnamento al Ginnasio di Alvito (CE) e dell' attività giornalistica (come redattore dell'allora nascente Mattino grazie all'amicizia con Scarfoglio), si completò soprattutto negli anni dal 1888 al 1893, cioè in quel quinquennio coincidente con un suo misterioso soggiorno all'estero. In effetti nel Dicembre dell'88 salpò con una nave diretta a Montevideo e con una nave di medesima provenienza rientrò nel porto partenopeo nel Maggio del '93. Non esiste documentazione che attesti cosa Egli fece in quel periodo, in gran parte rimasto ignoto anche ai suoi stessi familiari e di molto enfatizzato da postumi aneddoti. E' invece facile supporre, deducendolo dall' attenta analisi dei suoi numerosi scritti, che in quel frangente egli sia entrato in contatto sia con le culture sciamaniche dell'America Latina (e ciò anche per la presenza in alcune pratiche interne, trasferite nella sua Schola, di modalità nel contatto panico con le forze della natura accostabili a certe tecniche sciamaniche), sia con gli ambienti scientifici, artistico-letterari e spiritualistico-esoterici europei, già a quei tempi movimentati da flussi e riflussi orientaleggianti. Ciò di certo per appagare la sua sete di conoscenza e la sua indole di sperimentatore ma anche e soprattutto per recuperare quel bagaglio di cultura e tradizioni di cui il cuore della Penisola, e ancor più il Meridione d'Italia, sin dai tempi più remoti, furono tra i principali centri emanatori. E' pertanto legittimo sospettare che dietro la parentesi esterofila di Formisano ci fosse lo zampino del buon De Servis che, apparentemente chiuso nel suo anonimato di saggio bonario, muoveva in realtà le fila non solo della vita del suo prediletto discepolo ma anche di gran parte della tradizione ermetica Italica e Neoegizia del tempo (ancor oggi nota agli estimatori della Napoli esoterica sotto la denominazione gergale di "partenopeo nilense" e facente capo, secondo alcuni, a una gerarchia di maestri incogniti ) e di cui Kremmerz divenne di lì a breve principale protagonista. Coincide perciò col rientro in Italia e con la scomparsa di Pasquale De Servis l'emergere nel trentatreenne Formisano della complessa personalità che lo renderà unico come uomo e come Maestro. Nel '97 usando lo pseudonimo di Giuliano Kremmerz introdusse con L'Appello agli aspiranti alla luce sulla rivista Il Mondo Secreto la divulgazione delle dottrine di magia naturale e divina. Parallelamente, mentre disquisiva di filosofia occulta confrontandosi con gli scritti di altri esoteristi quali Papus, Eliphas Levi, Stanislao De Guaita nonchè di Madame Blavatsky e della Besant, gettava le basi per la riattivazione della S.P.H.C.I., concludendo quasi bruscamente la pubblicazione della rivista, non senza aver dirottato buona parte di discepoli e sostenitori verso un primo esperimento di "resurrezione della Fraternità Rosacruciana". "Il Mondo Secreto non sparisce - Egli scrive nel Dicembre del '99 - si trasforma nella realizzazione delle teorie nebulose e comincia l'esposizione della scienza della medicina ermetica, rivelazione della sintesi terapeutica della Rosa Mistica". Nel primo fascicoletto della Medicina Ermetica fu pubblicato, riassunto in sette articoli, il patto fondamentale di costituzione della sua Schola ormai delineata sia nella forma che nella sostanza, poi stigmatizzato in 60 commi e che costituisce ancor oggi, dal 1909, la Pragmatica Fondamentale della S.P.H.C.I. Fr+ Tm+ di Miriam. E fu così che Giuliano Kremmerz venne allo scoperto in veste di terapeuta e taumaturgo, col mandato di traghettare nel nuovo secolo la tradizione ereditata, cerimoniali compresi e addirittura, come nemmeno le più imponenti figure femminili del tempo (es: Blavatsky ) avevano saputo o potuto fare, per restituirla alla Matriarchia di un archetipo primordiale sotto l'apparente allegoria mistica di un nome di donna: MIRIAM da Lui definita "la prima e la più eccelsa delle Maghe, un ricettacolo, un tesoro profondo di amore". Gli anni che seguirono videro sempre più accrescersi la popolarità del Kremmerz soprattutto come benefattore e taumaturgo. Molti gli aneddoti su ambi, terni e quaterne al gioco del Lotto elargiti a persone bisognose e ancor più numerose le notizie delle sorprendenti guarigioni operate: dalla ricostruzione di un polmone alla sconfitta della poliomelite senza vaccino, per citare solo due esempi fra i più eclatanti. La sua Schola per lo spirito umanitario che l'animava, attirava un sempre maggior numero di adepti, uomini e donne che, insoddisfatti del monopolio dogmatico delle religioni, stanchi delle teorie filosofeggianti e delle fenomenologie spiritiche più alla moda, cercavano verifiche e concrete applicazioni di quei poteri latenti dell'uomo negati dal materialismo scientifico ma tanto conclamati dalla letteratura occultistica e, fin lì, esclusivo patrimonio di soli Mistici e Santi canonizzati. Il Kremmerz, pioniere dell'interpretazione olistica dei fenomeni vitali e di un nuovo Rinascimento magico dovrà faticare non poco per propagandare la sua terapeutica ermetica intrinsecamente connessa alla trasmissione della tradizione ereditata dal De Servis! Egli istituì Accademie Miriamiche a Napoli, Bari e Roma riunendo numerosi aderenti ai quali gli ammalati, di loro iniziativa, potevano rivolgersi per aiuti terapeutici gratuiti operati attraverso l'attivazione, a distanza, delle energie vitali degli stessi richiedenti, mediante preghiere rituali (per lo più Salmi) e tecniche di visualizzazione delle parti malate.Naturalmente per attendere alle rituarie terapeutiche sia individuali che collettive in pro degli ammalati, i terapeuti di Miriam dovevano aderire a pratiche purificatorie e rituali indispensabili per il loro equilibrio psicofisico e propedeutiche allo sviluppo evolutivo del loro "mono corporale e mentale", attinte dal Kremmerz alla tradizione iniziatica sapienziale trasferitagli dal De Servis, ed elargite a piene mani pro-salute populi. Queste elargizioni sollevarono però aspre polemiche da parte di una folta schiera di conservatori e tradizionalisti (fra cui l'avvocato Lebano) che, ancorati a concezioni più elitarie templari e aristocratiche sulla sapienza antica e la sua trasmissione, presero ad osteggiare la sua opera di divulgazione. In realtà Egli, tramite il De Servis, si era collegato a quella tradizione misterica coniugata al femminile che pur sottesa nei tempi, celandosi sotto forme simboliche, e adombrata dalle tradizioni patristiche (come Arca dell'Alleanza ebraica, Adda Nari Indù, Pietra Nera della Mecca, Iside Egizia e Vergine Maria dei Cristiani), conduce per via diretta al "Secreto" della vita e di ogni trasmutazione. Sono numerose le tracce di questo collegamento nei suoi scritti, ma maggior conferma si può trovare in alcune istruzioni interne, mai pubblicate, e nella tradizione orale della sua Schola. Nella "Matriarchia di Miriam" stigmatizzata nella Pragmatica Fondamentale e nel " programma di Amore" attuato attraverso la pratica della terapeutica hermetica, il Kremmerz fissò la resurrezione e la prima manifestazione sperimentabile a tutti di questa primigenia tradizione. Ma questa volgarizzazione, sebbene mediata da un'accurata ri-velazione nonchè dalla graduale e misurata trasmissione, per lo più orale, delle relative pratiche riservate esclusivamente a rarissimi discepoli, inasprì i suoi detrattori ed Egli preferì sottrarsi ad ogni ulteriore rimostranza lasciando la sua bella Napoli con la famiglia e trasferendosi nel 1907 a Ventimiglia, indi a Camogli, per infine nel 1912 varcare la frontiera e stabilirsi definitivamente a Beausoleil, nel Principato di Monaco, dove concluse la sua vita terrena nel 1930.

Molti dettagli, più o meno accreditati, circa svariati episodi della sua vita di galant'uomo bonario e generoso, di sposo e padre affettuosissimo, di amico sincero, di napoletano verace, sono facilmente reperibili nelle biografie in commercio a cui rimando i curiosi. A chi invece si ponesse quesiti circa il suo magistrale progetto, ovvero il suo mandato iniziatico quale traghettatore nel Nuovo Millennio della quintessenza autentica della Magia Trasmutatoria, non posso che suggerire di interrogare il proprio Nume e di dare fondo alle opere da Lui destinate alle stampe. Giacchè fino ad oggi all'immagine mitica documentata dal misticismo posteriore dei suoi più illustri discepoli, si è contrapposta quella più nebulosa tratteggiata da alcune correnti deviazionistiche intente ad evidenziare gli aspetti più oscuri (poichè incompresi) della tradizione da Lui tramandata, insinuando odore di nerofumo e di zolfo tra gli incensi di cerimoniali e rituali o, peggio ancora, attribuendogli scritti o manoscritti tendenziosi e apocrifi giacchè evidente frutto di arbitrari rimaneggiamenti operati sulla base di istruzioni dettate in codice a semplici discepoli, oppure dedotti da appunti sortiti dalle elucubrazioni degli stessi e imprudentemente dimenticati tra vecchie carte. IL mio intento è solo quello di evidenziare, a conclusione della breve analisi fin qui fatta, lo studioso e il ricercatore sperimentale della genealogia divina delle culture mediterranee e italiche, il fecondo scrittore, il terapeuta e taumaturgo, il MAESTRO di magia naturale e trasmutatoria (alchimia) che ammoniva i suoi stessi discepoli di "non credere" neanche a Lui se non sorretti dall'esperienza, l'amante della vita in tutte le manifestazioni universe. A conferma di ciò, parlando di sé nell'ultima sua opera I dialoghi sull'ermetismo, il suo Canto del Cigno, con queste semplici parole riassume sé stesso: "...sono uno studioso e pratico le conclusioni dei miei studi per tentarne gli effetti. Che tutti riescano questi esperimenti e che io resusciti i morti non l'ho mai detto a nessuno. So che amo tutti quelli che soffrono e che vengono in mio contatto, in certi istanti potrei dire IO SONO AMORE ...". E la MATER-IA che il Maestro Kremmerz invita a investigare fin nelle proprie molecole attraverso il metodo sperimentale da Lui proposto e tramandato è proprio l'amore, sebbene egli stesso dicesse di non aver osato consacrarvi, ben conoscendo i limiti umani, la compagine miriamica.Questo in sintesi il messaggio con cui Egli ha risposto, anticipatamente e in tempi non sospetti, alla legittima aspirazione degli esseri di scoprire e vivere il rapporto col divino secondo processi ed esperienze individuali da collettivizzare solo mediante il confronto delle diversità per la realizzazione di un comune fine evolutivo, un messaggio di amore dunque, di evoluzione e di salute, quello di Giuliano Kremmerz e in tal senso deve essere intesa la sua opera e l'attività della Fr+Tm+ di Miriam.


Giuliano Kremmerz, ovvero Ciro Formisano - Immagine tratta dal sito http://www.ordinemartinista.it


LA PRODUZIONE LETTERARIA DI GIULIANO KREMMERZ

Negli anni dal 1897 al 1900 Kremmerz pubblicò per i tipi dell'Editrice Dekten e Rocholl di Napoli la rivista Il Mondo Secreto, Angeli e Demoni dell' Amore, La Medicina Ermetica (Bollettino di istruzioni ai praticanti della Fr+Tm+di Miriam). Curò inoltre per l'Editore Rocco di Napoli la pubblicazione della collana Biblioteca esoterica Italiana, firmando prefazioni, commenti, annotazioni, ai volumetti Storia dell'Alchimia di P. Bornia, La Medicina Mistica di S. Catalano, Cristo la Magia e il Diavolo dal "Dogma" di E. Levi, Il Guardiano della soglia di P. Bornia e, sempre con l'Editore Rocco, ripubblicò Il Mondo Secreto raccolto in due volumi. Nei primi anni del secolo scrisse articoli sulle riviste Mondo Occulto, O Thanatos, Luce e Ombra . Su quest'ultima apparve intorno al 1909 I Tarocchi dal punto di vista filosofico: Il Prologo del Pazzo e Gli Amanti. Pare però che il Kremmerz, resosi conto che con quest'opera rivelatrice poteva sconvolgere gli ambienti spiritualisti del tempo, ne bruciò i rimanenti manoscritti lasciandola incompleta, tanto che l'Arcano La Morte, miracolosamente scampato al rogo, fu aggiunto in seguito in un'edizione postuma per i tipi di Bocca. Risale al 1909 l'assetto definitivo della sua Schola fissato nella Pragmatica Fondamentale, nei Preliminari di Pace, nella Regola di I° Grado per i Novizi, nel Primo Contatto per gli Anziani, nelle Istruzioni teoriche e pratiche per i Discepoli, i Terapeuti e i Maestri attinte alla tradizione e compendiate nel Corpus Philosophicus Totius Magiae Restitum a J.M.KREMM -ERZ Aegiptiaco opera in tre parti teoriche più un corollario di istruzioni pratiche attinenti l'Alchimia Trasmutatoria secondo il metodo tradizionale e ancora OLTRE . Fra il 1910 e il 1911 fu edita da Luce e Ombra La Porta Ermetica scritta pare fra il 1904 e il 1905, dedicata a Maria, e fu pubblicata a Bari la rivista Commentarium per le Accademie Ermetiche (S.P.H.C.I.) a cui collaborarono col Kremmerz noti esoteristi del tempo. Nel 1913 Egli iniziò, all'interno della Schola, la divulgazione in fascicoletti delle Lunazioni: Annotazioni sulle Influenze Siderali e Lunari sulle piante, i medicamenti, le infermità del corpo umano ed i prognostici di guarigione e di morte 1° 2° 3° Ciclo proseguendola ininterrottamente fino alla fine dei suoi giorni. Il Kremmerz non si è mai attribuito la totale paternità di quest'opera citando spesso l'Anonimo Napoletano (di certo il De Servis) e altre fonti della sapienza antica da cui ha attinto le notizie ivi riportate. I Dialoghi sull'Ermetismo pubblicati a cura di alcuni discepoli, in numero di sette, nel 1929 dalle Arti Grafiche Panetto e Petrelli di Spoleto e completati dall'VIII e IX dialogo stampati postumi, costituiscono l'ultima opera pubblicata da GIULIANO KREMMERZ .

*Tutti gli scritti, tranne quelli più interni alla Schola, sono stati nel tempo ripubblicati dall'Editrice Miriamica e da altri editori e sono pertanto reperibili in commercio.

Dal sito http://www.elissa.net/

martedì 8 agosto 2017

Il potere Vaticano fondato sulla frammentazione politica dell'Italia

Risultati immagini per papa re
L'Italia non ha mai trovato una sua identità politica dato che lo stato del Vaticano, con i suoi intrallazzi e per il mantenimento della sua egemonia ha promosso una politica mirata a mantenere in conflitto costante le varie signorie e i vari stati e staterelli così da mantenere la sua egemonia, non a caso si è insediato a Roma ganglio nevralgico e centro del mediterraneo e dell'Impero. Dall'arrivo dei Barbari lo scollamento della penisola ha permesso l'imporsi del dominio dello Stato della Chiesa. Alarico e i suoi visigoti, Genserico e i visigoti, longobardi e i franchi non a caso erano cristiani. La storia continua con Matilde e gli Imperatori, le alleanze papaline sempre in continuo combiamento con le tante realta italiane, la volontà precisa di non permettere una unità italiana Il caos doveva regnare, era provvidenziale per il pieno lattecchimento del cristianesimo, quella confusione doveva perdurare nei secoli affinché la povera penisola fosse nelle mani e alla mercé dei papi!  

lunedì 7 agosto 2017

Le parole che ci passano immagini, ma sopratutto emozioni, tutto nasce nel Mediterraneo

Risultati immagini per Il Capo delle Colonne
Il Capo delle Colonne traboccava di luce, la base percossa dal fragoroso assalto delle onde… un volo di gru, disegnando nell’azzurro il suo triangolo cabalistico, attraversò il cielo sopra la mia testa… ma era sopprattutto la possibilità eccezzionale di vederlo soppraggiungere al momento opportuno per animare il paesaggio cotronese e richiamarvi le gru di Pitagora. Del resto io ho sempre avuto una singolare fortuna in questi incontri di animali che costituiscono un vivente commento delle tradizioni classiche. Non parlo tanto delle piccole civette dell’Acropoli di Atene: nessun viaggiatore vi è salito senza notarle. Ho visto i grandi avvoltoi fulvi sacri alla dea Maut appollaiati a stormi sulle rovine del suo tempio a Karnak in Egitto, la tortorella del Libano sui cedri dell’Eden, e l’aquila di Zeus planare sopra le tre colonne ancora in piedi del tempio di Nemea. Ho udito il cuculo cantare in primavera nella macchia accanto all’Heraion di Argo, dove Zeus prese le sembianze di quest’uccello per sedurre la sorella Hera e farne la sua sposa. A Epidauro ho fatto fuggire nei cespugli la famosa biscia di Asclepio; ho assistito ad un passaggio di tonni sulla costa dove fu Cizico. Ho incontrato una grande tartaruga marina proprio accanto ad Egina…
(Francois Lenormant da ” Melfi e Venosa “ 1883)
Questo bellissimo passaggio tratto dal libro Viaggiatori stranieri nel sud mi ha ricordato le parole del monologo finale di Roy Batty in Blade Runner…
attack ships on fire off the shoulder of Orion,
I watched c-beams glitter in the dark near the Tannhäuser Gates.
All those moments will be lost in time,
like tears in rain.
Time to die. »
« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire. »

domenica 6 agosto 2017

La potenza inesauribile che risiede nelle nostre profondità

Risultati immagini per Ernst Jünger)
Il meraviglioso non suscita in noi nessuna sorpresa, perché il meraviglioso è ciò con cui abbiamo la più profonda confidenza. La felicità che la sua vista ci procura sta propriamente nel fatto di veder confermata la verità dei nostri sogni. Come avrebbe potuto Hölderlin altrimenti, lontano dai luoghi dove giocano i delfini, riconoscere nel suo più intimo significato la bellezza imperitura degli arcipelaghi? Vivono tutte ancora le isole madri di Eroi, | ogni anno rifioriscono. (Ernst Jünger)