giovedì 31 ottobre 2013

La festa di Ognissanti: le origini



Ci chiarisce le origini dell'arcaica festa precristiana Eraldo Baldini: «Con l'affermarsi della nuova religione cristiana, la Chiesa cercò di cancellare le antiche feste pagane: non abolendole, ma appropriandosene, riconducendole nel proprio ambito e mantenendone la data, e in parte anche il significato. Così, per "cristianizzare" il Capodanno Celtico, la Chiesa collocò al 1° novembre la festa di Ognissanti, alla cui diffusione contribuì soprattutto Alcuino (735-804), l'autorevole consigliere di Carlo Magno. Qualche decennio dopo, l'imperatore Ludovico il Pio, su richiesta di papa Gregorio IV (827-844), la estese a tutto il regno franco. Ma ci vollero ancora molti secoli perché il 1° novembre diventasse per tutta la Chiesa d'Occidente la festa di Ognissanti: fu infatti papa Sisto IV a renderla obbligatoria nel 1475. 

Per non snaturare le caratteristiche di "festa dei morti" dell’antico Capodanno Celtico, prendendo atto che comunque il popolo (e in larga parte anche il clero) continuava a rispettarle, la Chiesa dedicò poi il giorno successivo, 2 novembre, alla commemorazione dei defunti: fu Odilone di Cluny, nel 998, a ordinare ai Cenobi dipendenti dell’abbazia di celebrare l’ufficio dei defunti a partire dal vespro del primo di novembre, mentre il giorno seguente i sacerdoti avrebbero offerto al Signore l’Eucarestia pro requie omnium defunctorum. Il rito poi si diffuse a poco a poco al resto d'Europa, giungendo a Roma solo nel XIV secolo.

Al di là dei dati storici e degli aspetti della religiosità ufficiale, quel che è certo è che nel folklore europeo, e quindi anche italiano, i primi giorni di novembre hanno conservato aspetti che riportano a un antico capodanno. Per esempio, si può registrare l’usanza delle strenne in quei giorni in varie parti d’Italia: e in quel caso i doni, vuole la tradizione, sono portati dai morti. Infatti l’aspetto più evidente in questo periodo è, come abbiamo detto, legato ad una celebrazione dei defunti.»


Da "La festa di Halloween in Romagna e nella Padania: moda importata o tradizione millenaria?" - Eraldo Baldini 
(appendice a Romagna Celtica di Anselmo Calvetti - Longo Editore, Ravenna 2000)

martedì 29 ottobre 2013

La Chiesa cattolica fa soldi con il por


di Dario Ferri – 27/10/2011 – In Germania una casa editrice in mano al clero vende migliaia di prodotti a luci rosse Una casa editrice posseduta al 100% dalla Chiesa cattolica tedesca fa lucrosi affari con l’erotismo e la pornografia. Weltbild, un’importante catena di librerie attiva
Una casa editrice posseduta al 100% dalla Chiesa cattolica tedesca fa lucrosi affari con l’erotismo e la pornografia. Weltbild, un’importante catena di librerie attiva anche sul mercato online, ha in catalogo migliaia di titoli inequivocabili, tra i libri che vende, e in più controlla per un terzo un portale dove vengono venduti Dvd pornografici. La notizia non è in realtà una novità, ma ha creato un piccolo grande scandalo al quale i vescovi tedeschi hanno risposto con un’indignazione più che sospetta.

AFFARI COL PORNO
 – Weltbild è un’importante catena di negozi dove vengono venduti libri, dischi, film, ed è posseduta completamente dalla Chiesa cattolica tedesca. Le quote della società sono suddivise tra numerose diocesi tedesche, che si dividono i discreti guadagni che Weltbild realizza. L’anno scorso l’azienda ha avuto un fatturato di un miliardo e seicento milioni di euro, una cifra importante che supporta i bisogni finanziari del cattolicesimo tedesco. Un investimento nell’editoria non è in sé strano per il clero, però ha creato scandalo la pubblicazione di quanti titoli a carattere erotico Weltbild avesse in catalogo. La notizia è stata fornita da una rivista cattolica, Pur, che ha evidenziato come più di 2500 titoli tra i libri venduti da Weltbild avessero contenuti erotici. Ma gli affari a luci rosse non finiscono qui: Weltbild controlla per un terzo un portale che vende materiale pornografico, e ha il 50% di una società che produce anche film per adulti. Un business del porno che rende più ricca la Chiesa cattolica, che già beneficia di un munifico finanziamento statale, ma che indigna i fedeli più conservatori

lunedì 28 ottobre 2013

Alla ricerca dell’ara perduta all’Abbazia delle Tre Fontane di Roma

Dove è finita l'ara della dea legata ai Fratelli Arvali?

Nella cripta di una delle chiese, all’Abbazia delle tre fontane di fianco all’EUR a Roma, precisamente quella  di Santa Maria Scala Coeli si trova un altare cinquecentesco dedicato a S. Paolo e a S. Zenone. Ai lati di questo si aprono due vani:  quello di sinistra contiene, o meglio conteneva  una piccola ara ancora intatta   pagana, di pregevole fattura dedicata alla dea Dia.
Ieri dopo circa sei anni sono tornato su quel logo “magico” e con molto rammarico non ho più visto l’ara dedicata a Dia!
Allora sono andato nella foresteria del convento e ho chiesto al signore che era al ricevimento gentilmente mi ha risposto che non sapeva di cosa stavo parlando!

Lascio a voi trarre le conseguenze di questo fatto. Un reperto archeologico di tale importanza dove sono state effettuate anche tesi di laurea specifiche, non si sa che fine abbia fatto dopo qualche anno dalla sua presenza in una chiesa.
Vi sarei grato se la fate girare

domenica 27 ottobre 2013

Espongono uno striscione contro la Boldrini e ricevono un foglio di espulsione da Roma

E' una vergogna, l'arroganza di chi si vuole democratico e non lascia che gli altri esprimano la loro idea!

Esiste il diritto di manifestare il proprio pensiero o no?
Vergogna Boldrini


Ecco il foglio di via

Fonte: Espone striscione contro Laura Boldrini: espulso da Roma per tre anni | Qelsi

25 ott – Esporre uno striscione contro Laura Boldrini può costare l’espulsione da Roma per tre anni. Lo sanno bene Davide Fabbri ed Antonio Pastore, gli autori del gesto che si sono visti recapitare un clamoroso verbale dalla questura di Roma.
I due si erano fatti fotografare, con lo striscione incriminato, lo scorso 15 ottobre davanti al Colosseo. Poi si sono recati davanti a Montecitorio, hanno srotolato lo striscione e si sono incatenati con una catena metallica ad una grata situata di fronte a Montecitorio.
Un gesto di contestazione per alcuni, una bravata per altri. Sicuramente esagerato il contenuto dello striscione: Priebke responsabile dei 335 morti delle Fosse Ardeatine – Boldrini responsabile dei 413 morti di Lampedusa”. Una vicenda che avrebbe potuto essere chiusa con il sequestro di striscione e catena metallica, una tirata d’orecchie in questura e qualche dichiarazione di solidarietà nei confronti del presidente della Camera.
Invece no. Davide Fabbri, che è residente a Cervia, si è visto recapitare pure un foglio di via, un “rimpatrio coatto” nel suo Comune di residenza, con l’obbligo di non tornare mai più a Roma per tre anni.
Un provvedimento considerato “urgente”, ritenendo la persona in questione pericolosa per la sicurezza pubblica. Pur non avendo precedenti penali. 

giovedì 17 ottobre 2013

Finalmente via le manasse dalla città di verona



Oggi sull'inserto del Corriere di Verona sta crescendo  la diatriba fra il Sopraintendente ai Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tinè e le perentorie dichiarazioni di Fausto Sinagra direttore generale della Fondazione Cariverona che così risponde alle perplessità manifestate ieri da Vincenzo Tinè sull'uso e la ristrutturazione "pesante" del complesso posto su Colle San Pietro a Verona:
--I ritrovamenti archeologici di Castel San Pietro sono molto importanti, e saranno sicuramente valorizzati grazie all'ottimo rapporto di proficua collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto. M a questo non ostacolerà il trasferimento del Museo di Storia Naturale in questa sede, anzi, ne costituirà un ulteriore elemento di valorizzazione.--
Vincenzo Tinè sostiene che il monumento è, alla luce di tutti i nuovi ritrovamenti un manufatto che rappresenta la storia ed un percorso a se stante. Aggiungo che è fondamentale rivalutare l'Acropoli-santuario che domina la città scaligera anche per le fortissime similitudini di questa con quella di Atene, Palestrina, Terracina, ecc.

Certo che si è venuto a rompere un equilibrio con il cambiamento della dottoressa Manasse della Soprintendenza a Verona, stanno cambiando molte cose.  Il Sovrintendente Tinè ha le idee chiare e vuole salvaguardare l'acropoli fuori dai soliti giochi. Credo che Cariverona dovrà rivedere l'ambizioso e massacrante progetto, per un certo verso snaturante. Una triade potentissima ha gestito da sempre le scelte culturali ed economiche a Verona: Curia, Cariverona (ex Cassa di Risparmio di Verona Vicenza  Belluno) e Banca Mutua Popolare, ma in questi ultimi tempi qualcosa si sta incrinando, qualcosa sta cambiando. Forse il Colle si salverà, non farà la fine miserrima di Forte san Leonardo dove i Padri Stimmatini hanno fortemente voluto e realizzato quella bruttura costituita dal Santuario Veronese della Madonna di Lourdes.La monumentale testimonianza della Roma Imperiale augustea a Verona  va  salvaguardata e ricondotta alla sua eterna vocazione, i suoi ipogei vanno conservati integralmente. Testimonianze di una religiosità pagana e di molto antecedente al cristianesimo, le radici stesse definite sacre dell'Europa sono costituite dall'apporto prevalentemente pagano e non giudaico-cristiano!

L'Urbe continua a sorprenderci con le continue scoperte sul filo del sacro

Scoperto un tempio del IV secolo sul colle del Quirinale, a Roma

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Scoperto un tempio del IV secolo sul colle del Quirinale, a Roma
Scoperto sul colle del Quirinale un tempio che probabilmente risale al VI secolo a.C. Il ritrovamento si deve agli scavi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma all’interno dell’ex Regio Ufficio Geologico di largo Santa Susanna. Nell’edificio liberty progettato e realizzato da Raffaele Canevari nel 1879, gli archeologi hanno individuato, appena sotto il pavimento del salone centrale, un pozzo e i muri che racchiudevano l’orto del seicentesco convento di Santa Maria della Vittoria, la chiesa ancora oggi adiacente. "In uno spessore di meno di tre metri -spiega Mirella Serlorenzi, direttore scientifico dello scavo -abbiamo trovato poderose file di blocchi in tufo. Sono i muri di un edificio cultuale risalente probabilmente al periodo arcaico (VI sec. a.C.) in uso fino almeno al III sec. a.C. Le murature individuate con lo scavo consentono di identificare con certezza almeno un ambiente rettangolare, ma il muro in opera quadrata che prosegue oltre l’angolo lascia indovinare una fronte superiore a 20 metri, estendendosi quindi oltre il taglio operato – oltre duemila anni dopo – dalle fondazioni del convento di Santa Maria della Vittoria". Alla stessa struttura di culto sembra ricollegarsi il vecchio ritrovamento di una fossa in cui venivano periodicamente scaricati gli oggetti votivi da conservare perché considerati appartenenti alla divinità, scavata alla fine del XIX sec. sotto la scalinata dell’attuale chiesa di Santa Maria della Vittoria. Materiale architettonico appartenente a un tempio, spiega la soprintendente Mariarosaria Barbera, "fu anche trovato durante gli scavi per l'edificazione del Ministero delle politiche agricole, sempre lungo via XX Settembre. Un'altra conferma dell’ampiezza e dell’importanza dell'edificio cultuale recentemente identificato". La campagna di scavi della Soprintendenza, eseguita per fasi discontinue a partire dalla fine dal 2003, ha rimesso in luce una quarta struttura muraria, ancora più poderosa, contraddistinta da tre filari di blocchi, mentre i muri interni ne presentano due. Non ancora certa la funzione del quarto muro. "Tanto robusto da immaginare che potesse sostenere il podio dell’area consacrata al culto –afferma l’archeologo Marco Arizza– oppure, considerata la posizione del Tempio sulla parte sommitale di un'altura, si può forse pensare ad una struttura di contenimento del declivio dell’area, peraltro ancora oggi apprezzabile nelle notevoli pendenze di via Bissolati e via Barberini". Altri blocchi della struttura di cappellaccio sono stati rinvenuti in cunicoli per l’estrazione di materiale da costruzione, scavati a quota più bassa, in età imperiale o post-antica, causando quindi il crollo di parte dei muri. Una traccia ancora più antica è stata rinvenuta al di sotto dei muri. Si tratta della frequentazione a scopo abitativo dell’area nel VII sec. a.C., prima dell’edificazione del Tempio. Lo racconta l’analisi delle terre contenute in una olla, rinvenuta in una piccola fossa circolare: i resti ossei di un feto o neonato evidenziano una forma di sepoltura tipica delle dinamiche insediative del periodo, in posizione attigua o sottostante le capanne di abitazione. Al termine dei lavori che interessano l'edificio dell'ex Regio Istituto Geologico le strutture archeologiche riemerse saranno aperte al pubblico. Gli allestimenti che consentiranno la visita ai resti del Tempio arcaico sono già stati progettati dalla Soprintendenza archeologica e fanno parte delle prescrizioni inserite nel decreto di vincolo. Varcato l'ingresso del palazzo, il futuro visitatore dovrà alzare lo sguardo, proprio come gli abitanti del VI secolo, per osservare le murature da un'apertura trasparente. Salendo un piano potrà attraversare il temenos, il recinto sacro, e entrare nello spazio della cella templare. (adnkronos)
  • Pubblicato: Mercoledì, 16 Ottobre 2013

mercoledì 16 ottobre 2013

L'anima di Umberto Grancelli è sempre sul Colle con in mano le chiavi di Giano



Le ultime continue scoperte, durante i lavori di ristrutturazione, sotto la caserma austriaca costruita al vertice  dei resti del Grande Sacrario-Acropoli di Castel San Pietro, stanno sempre più condizionando la scelta di   adibire il Sacro luogo a museo di Storia naturale. E' di oggi la notizia riportata dal Coriere Veneto che il sopraintendente ai Beni Archeologici del Veneto, Vincenzo Tiné ha rilasciato una intervista in cui sottolineava che Castel San Pietro non può sostituirsi a Palazzo Pompei come contenitore del Museo di Storia Naturale. C'è voluto del tempo, da quando Umberto Grancelli sosteneva che il luogo andava rivalutato per la sua importanza storica come luogo unico nel suo complesso, come cuore e occhio dominatore ed onnipresente della città. L'intellighenzia Veronese ha sempre ignorato (nella migliore delle ipotesi), se non snobbato con superiorità gli studi e le intuizioni del solitario studioso veronese. Il tempo gli ha dato ragione!
Lo vedo che aleggia con le chiavi di Giano Bifronte in mano, potendo così aprire le porte del sapere e della conoscenza anche a noi, che immeritatamente tentiamo seguire ed approfondire la sua sapienza. 

La grandezza di Colle San Pietro: l'acropoli con al vertice il tempio probabilmente dedicato al padre degli dei, Giano

Da " La Cronaca di Verona e del Veneto"
SOPRALLUOGO A CASTEL SAN PIETRO
L’assessore ai Lavori pubblici Stefano Casali, il direttore generale di Fondazione Cariverona avvocato Fausto Sinagra e la soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Verona architetto Gianna Gaudini hanno effettuato oggi un sopralluogo ai resti del tempio romano, rinvenuti nel corso dei lavori di riqualificazione di Castel San Pietro.
L’assessore ai Lavori pubblici Stefano Casali, il direttore generale di Fondazione Cariverona avvocato Fausto Sinagra e la soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici di Verona architetto Gianna Gaudini hanno effettuato oggi un sopralluogo ai resti del tempio romano, rinvenuti nel corso dei lavori di riqualificazione di Castel San Pietro. Il manufatto, che risalirebbe al 90 avanti Cristo, potrebbe essere il più antico tempio sacro di epoca romana finora rinvenuto nel Veneto. “E’ una grande soddisfazione vedere finalmente avviati i lavori di riqualificazione di questa bellissima parte della città” afferma l'assessore Casali. “Negli ultimi anni questo colle ha acquisito sempre più valore –aggiunge Casali- sia per le importanti riqualificazioni che lo hanno visto protagonista, sia per i recenti ritrovamenti archeologici. Il primo stralcio di lavori, relativo alle opere di consolidamento, sarà terminato entro la fine dell’anno, come confermato dalla Fondazione Cariverona. Parallelamente sono in fase di esecuzione anche i lavori di recupero della cabina funicolare, in attesa di ricevere il parere della commissione VIA provinciale – conclude Casali – che contribuirà a completare la riqualificazione di uno dei suoi luoghi più belli e suggestivi della città. Un doveroso ringraziamento, quindi, alla Soprintendenza, che guida i lavori di recupero e alla Fondazione Cariverona, che ancora una volta dimostra la sua concreta vicinanza alla città”.

 
Il luogo più sacro della città esce alla luce, rinasce per raccontarci dell'attualta degli Antichi Dei.
Sotto al colle di San Pietro e nelle prossimità, scavando in maniera adeguata si può rispondere a tanti interrogativi insoluti, però ci vuole un intervento di scavo organico e non lasciare tutto al caso.
Condividiamo appieno le perplessità e le idee del Soprintendente ai Bene Archeologici del Veneto: Vincenzo Tiné, Castel San Pietro non può sostituirsi a Palazzo Pompei come contenitore del museo del Museo di Storia naturale di Verona. E' UN IMPORTANTE MONUMENTO UNICO CHE RAPPRESENTA IL CUORE E L'ANIMA DELLA CITTA' ATTRAVERSO I MILLENNI! 

domenica 13 ottobre 2013

Il buon partigiano Bentivegna e le Fosse Ardeatine

Questo è Rosario Bentivegna, il criminale che diede la morte a 42 soldati di Bolzano in servizio di leva, di cui 32 nell'immediatezza e un trentatreesimo nelle ore appena successive. Un individuo da palcoscenico, troppo importante per scambiare una sola vita, la sua, con quella dei 335 ostaggi. Implicitamente li condanno lui alle fosse alle Ardeatine. Alfonso Garzia, preso in ostaggio e poi rilasciato, raccontò che nessuno si assunse la responsabilità nella certezza che il responsabile si sarebbe costituito. Ma lo Stato, volgarmente partigiano (di parte), diede la medaglia d'oro al Bentivegna e il carcere a vita al militare obbligato a dare corso ai comandi ricevuti (lo scopo dell'attentato fu appunto questo, obbligare il comando tedesco alla ritorsione per istigare il popolo italiano contro i tedeschi).




























giovedì 10 ottobre 2013

Da quella porta dove tutta l'umanità proviene e da dove inesorabilmente torna

E voi come la vedete?

Questa immagine è stata ripresa da un’amica su Facebook dove ha dato luogo a vari commenti, alcuni molto interessanti.
Quanto vado a esporre rappresenta ovviamente un’opinione strettamente personale e non la posizione ufficiale dell’Art Directors Club Italiano.
Al di là delle motivazioni personali che possono avere spinto l’autore a questo tipo di opera mi colpisce soprattutto una cosa: sono per lo più gli uomini a parlare di blasfemia.
E sono anche quelli che spendono più argomentazioni razionali per farlo.
Curioso.
Ma in cosa consiste la blasfemia? Io non vedo insultare (blàptein) nessuna reputazione (phama).
Questa immagine, piuttosto, ci ricorda sia da dove veniamo, sia (per sineddoche) ciò che desideriamo più di ogni altra cosa, per gran parte della nostra vita di maschi.
La nostra stella polare.
La riconciliazione tra due poli.
Soldi, gloria e potere sono solo surrogati. Aridi succedanei privi di qualunque linfa vitale.
Recenti vicende italiane che hanno coinvolto maschi potentissimi, ricchissimi e molto cattolici, ci dimostrano ancora una volta cosa motiva realmente il maschietto medio italiano.
E non fatemi i Santini infilzati. Non ci sono eccezioni, al massimo sublimazioni.
Questa immagine ci ricorda anche dove andiamo, se guardiamo all’abbraccio virginale della Madonna come un’allegoria della Dea, nel grembo della quale tutti torneremo alla fine del viaggio. O dei viaggi.
E secondo me, ci mette davanti a quello che siamo davvero ora, in questo preciso momento, sulla base delle reazioni contraddittorie che ci evoca.
Risata goliardica. Repulsione. Riflessione laica. Speculazione filosofica.
Diciamo la verità: se anche ne avete una visione ristretta, è solo una vulva. Non ha fatto niente di male né mai potrà farne. A nessuno.
Che sessualità e genitali (specie al femminile) siano qualcosa di “sporco”, “basso” e “tentatore” non è un messaggio del Cristo ma un’invenzione del cattolicesimo.
Di cui siamo inevitabilmente intrisi. Una ragnatela di fil di ferro per la mente.
Spezziamola, e ci sembrerà che la Madonna sia nel posto giusto. Noi stessi ci sentiremo più spesso nel posto giusto. A casa.
E a casa si sta bene, perché non dobbiamo dimostrare nulla.
Puttane e madonne sono egualmente noiose. Le donne infinitamente più divertenti.
In ogni caso, ribadisco il mio auspicio già espresso sulla bacheca Facebook della mia amica: più cunnilingus e meno baciapile. Hallelujah.
P.S.
Recentemente ho sentito un ex membro del consiglio di amministrazione Rai (cattolico, area centro destra) massacrare il commercial Ikea “basta poco” con la seguente motivazione:
“Inaccettabile, usa i bambini in modo pretestuoso e veicola messaggi omosessuali”.
Capite perché dobbiamo impedire che il cattolicesimo continui a ingabbiare le nostre coscienze?
- See more at: http://blog.adci.it/riflessioni/e-voi-come-la-vedete/#sthash.jksyFGRH.dpuf

mercoledì 9 ottobre 2013

Ideologia e retorica del dopoguerra italiano









Renato Guttuso, I funerali di Togliatti, 1972; 
acrilici e collage di carte stampate su carta incollata su quattro pannelli, 340x440 cm, Galleria d'Arte Moderna, Bologna 


L'altro Regime, quello che ha allevato un certo potere,sempre  più retorico e populista.  Una mentalità, peggiore del ventennio fascista, pensiamo solo alla durata di questa ideologia ormai contaminata e permeata dal cristianesimo, tuttora imperversa e farà ancora molti danni prima di estinguersi. Povera ItaGLIa!

martedì 8 ottobre 2013

Nella bellezza effimera, l'approdo al kaos e alla perdita dell'archetipo



"Sin dalle origini la teologia occidentale ha manifestato una certa indifferenza dogmatica verso la portata spirituale dell’arte sacra di quell’iconografia che, malgrado il lungo martirologio, è assai venerata in Oriente. (...) 
Ma a partire dal XIII secolo, Giotto, Duccio, Cimabue, introducono l’artificiosità ottica, la prospettiva, la profondità, il gioco del chiaro-scuro, il “trompe-l’oeil” (l’illusione ottica) (...) Quando l’arte dimentica la lingua sacra dei simboli e delle presenze e tratta plasticamente “soggetti religiosi”, essa non è più percorsa dal respiro del Trascendente."

(Pavel Evdokimov, L’ARTE MODERNA O LA “SOFIA” DISSACRATA)

Sopra, Chiesa cattolica di Santa Monica, Madrid.

Il buon "comunismo" senza limiti!



"Quello che mi piace nel trionfo del comunismo è non solo la scomparsa di una borghesia detestabile e ottusa, ma anche l'inquadramento del popolo e la rinascita dell'antico dispotismo sacro, dell'aristocrazia assoluta, della teocrazia definitiva. Scompariranno così tutte le assurdità del Rinascimento, della Riforma, della Rivoluzione americana e francese. Si torna all'Asia; ne abbiamo bisogno" (Pierre Drieu La Rochelle, 1943)

Indicazioni dalla Via Latttea



Andate... Prendete una meretrice e generate figli di prostituzione. Chiamerete il primo "Tu non sei il mio popolo" e il secondo "Non più misercordia". 

(Luis Buñuel, La via Lattea)

Punti di vista visionari: l'eversione degli adelfi




"Si tratta di comprendere che il cattocomunismo ha percorso [...] l’orbita iniziatica [...] che ha indirizzato il comunismo a bruciare le illusioni rivoluzionarie nel fuoco di quelle passioni decadenti, che, in Italia, sono sistematicamente attizzate dalla casa editrice Adelphi. E di valutare finalmente l’illusorietà di certe alleanze anticomuniste (l’alleanza con l’oligarchia protestante e/o l'amicizia spirituale con [...] Elemire Zolla, fomite delle ambiguità della case editrici Dell’Albero, Borla e Rusconi). Alleanze spirituali suggerite dall’incombenza (offuscante) del pericolo, mai da una seriamente controllata affinità ideale. Alleanze che, prolungate senza ombra di ragione, oggi sono diventate funzionali alla sovversione post-comunista, al nichilismo libertario e neodestro [...]. Queste alleanze, nate all’insegna della confusione tra aristocrazia e oligar chia, tra tradizione e spazzatura regressista, costituiscono il principale ostacolo sulla via dell'affermazione di una vera destra.
[…] L’avversione noventiana a Gentile fu rafforzata per un verso dal crocianesimo di Del Noce, per l’altro dall’effervescenza magica, guénoniana ed evoliana, che, da tempo, disturbava e alterava l’area culturale che avrebbe dovuto, invece, conservare e sviluppare religiosamente la grande e nobile eredità di Gentile. Quando si rammentano tali precedenti si può comprendere senza difficoltà come poté penetrare nel’’area della destra cattolica un banditore magico dell’eversione nichilistica e libertina come Elemire Zolla. Infatti Zolla (e dietro a Zolla il fiume limaccioso dell’irrazionalismo magico) acquistò prestigio nell’area cattolica grazie ad un giovane pensatore magico (Alfredo Cattabiani) e ad un filocrociano influenzato da Noventa (Augusto Del Noce). Il primo e incolpevole nucleo del cattoadelphismo si è sviluppato (nella casa editrice Borla) grazie ai fraintendimenti intorno a Simone Weil, Jean Danielou, Elemire Zolla, Léon Bloy e Titus Burkhardt."

(Piero Vassallo, Cattocomunismo e cattoadelphismo: la padella del conformismo e la brace della stupidità)

Diverso dal cristianesimo odieno



"Noi non prestiamo venerazione [volgendoci] verso Oriente superficialmente o a caso. (...) Quindi, poiché 'Dio è luce' intellettuale e poiché Cristo è chiamato nelle Scritture 'sole di giustizia' e 'Oriente', occorre dedicargli l'Oriente per la venerazione. (...) E la tenda di Mosé aveva il velo e il propiziatorio ad Oriente. La tribù di Giuda, come più onorevole, si accampava ad Oriente. Nel famoso tempio di Salomone la porta del Signore era posta ad Oriente. Invece il Signore, quando era in croce, guardava verso Occidente e così noi prestiamo venerazione volgendo lo sguardo verso di lui. Mentre era assunto in alto fu portato verso Oriente, e così gli apostoli lo venerarono: e così egli verrà nel modo con cui fu visto andare in cielo, come il Signore stesso disse: 'Come la folgore viene da oriente e brilla fino ad occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo'. Quindi noi aspettandolo prestiamo venerazione verso Oriente.
Questa è la tradizione non scritta degli apostoli: infatti molte cose essi ci hanno tramandato senza scriverle" (Giovanni Damasceno, De fide orthodoxa, 1, 13).

giovedì 3 ottobre 2013

la Papessa Giovanna fra i papi nel duomo di Siena





Il Coro del Duomo di Siena è sormontato da una lunga fila di busti di Papi, che si affacciano tutti sulla Navata Centrale, osservando fedeli e visitatori dall'alto. I busti furono realizzati tra il 1497 e il 1502. Iniziano dal busto di Cristo posto al centro della parete di fondo del coro e proseguono a destra in senso orario in una successione cronologicamente ordinata che inizia con Pietro e termina da dove era partita alla sinistra del busto di Cristo. Secondo il Cancellieri, la serie doveva chiudersi con Adriano IV, ma c'è chi dice con Alessandro III (1159-1181), Papa senese che secondo la Tradizione consacrò il duomo nel 1179 (pare invece che finisca con Lucio III pontefice dal 1181 al 1185).




Ciò che rende famosa questa fila di busti non è il suo valore artistico, ma la leggenda che vi è nata intorno. Pare infatti che nel 1600 il busto di Papa Giovanni VIII (il quarto partendo da destra – nota mia) venne trasformato in quello di Papa Zaccaria, con uno slittamento di tutti i Papi di un'unità e l'aggiunta di un nuovo Pontefice, facendo passare il numero dei busti da 170 a 171. Perché accadde? Perché Papa Giovanni VIII nell'immaginario collettivo corrispondeva alla figura della Papessa Giovanna, la cui figura leggendaria, vera o falsa che fosse, era diventata troppo imbarazzante per la Chiesa cattolica.

A proposito di tutta questa storia, nel 1802 il Cancellieri scriveva: «Narra il Colamesio in singularibus, che nel Duomo di Siena fu formata nel 1400 la serie di 170 Papi in tanti Busti di creta, che da S. Pietro finiva ad Adriano IV., ma con poca esattezza, vedendosi ripetuti alcuni Pontefici, e omessi alcuni de' veri , e legitimi, in vece de' qualsi si vedevano alcuni Antipapi. Fra questi avevano intrusa anche la Papessa Giovanna. Gio. Launojo, nella Dissert. de Auctoritate negantis argumenti, asserisce, che essendo passato per Siena nel 1634. osservò questo Busto; e perciò si oppose al Baronio, che aveva scritto a Florimondo Raimondo, che il busto era stato tolto, e spezzato. Il Mabillon nel suo viaggio ne fece rierca, e non ve lo trovò. Ma poi ne scoprì la vera istoria da una Lettera dell'Abate Giacomo Alignanelli, trasmessagli dal Magliabecchi, in cui gli significò, che ad istanza di Clemente VIII., e dell'Arcivescovo Cardinal Tarugi, mosso dalle preghiere del Card. Baronio, per ordine del Gran Duca a' 9. di Agosto nel 1600., cambiati i lineamenti del Busto fu trasformato nel Pontefice Zaccaria, e non in quello del Profeta di questo nome, come il Montfaucon nel Diar. Ital. p. 348. dice, che uno aveva scritto.» [1] Possiamo dire che il cambiamento "di sesso" evidentemente non funzionò, perché la Leggenda è più viva che mai e ancora oggi tutti alzano gli occhi per vedere i lineamenti della Papessa Giovanna sotto quelli di Zaccaria …



1. Francesco Cancellieri, Storia de' solenni possessi de' Sommi Pontefici, detti anticamente processi o processioni dopo la loro coronazione dalla Basilica Vaticana alla Lateranense dedicata alla Santità di N.S. Pio VII P.O.M. , Roma, Luigi Lazzarini Stampatore della R.C.A., M. DCCC. II. , p. 240, in nota.

mercoledì 2 ottobre 2013

La severità degli Imperatori Romani verso i sacerdoti truffaldini!

Lo scandalo di Decio e Paolina.

Giuseppe Flavio, storico giudeo-romano, che fu anche consigliere degli imperatori Vespasiano e Tito, racconta che, al tempo dell’imperatore Tiberio, lo stimatissimo cavaliere Decio Mundo si rese colpevole di uno scabroso raggiro. Decio era fortemente attratto dalla matrona Paolina, a cui aveva fatto una proposta indecente: in cambio di una notte d’amore le aveva promesso duecentomila dracme. La matrona, tuttavia, aveva sempre rifiutato tutte le provocazioni di Decio. Accadde poi che Paolina, devotissima fedele di Iside, ricevette dai sacerdoti di Iside la notizia che il dio Anubi aveva intenzione di passare una notte con lei. Paolina confidò orgogliosa la cosa al marito Saturnino e alle amiche, e si preparò all’incontro con il dio. Nottetempo, nei locali del tempio di Iside, Anubi si manifestò a Paolina; i due cenarono insieme e passarono insieme una notte d’amore. Ma al risveglio, Decio si disfece del costume di Anubi che aveva indossato per tutta la notte, e rivelò a Paolina l’inganno che aveva ordito corrompendo i sacerdoti di Iside, per una cifra molto inferiore a duecentomila dracme. Terribilmente adirata, Paolina raccontò tutto al marito Saturnino, che chiese giustizia nientemeno che all’imperatore Tiberio. Tiberio attuò una punizione esemplare: esiliò Mundo, crocifisse i sacerdoti di Iside, fece distruggere il tempio della dea e fece gettare nel Tevere la sua statua.

martedì 1 ottobre 2013

Lista di persone giustiziate per eresia

La lista è stata copiata da da Wikipedia ed è sommaria dato che mancano molti altri nomi di perseguitati religiosi e furono soppressi brutalmente semplicemente perché volevano una religione diversa è più umana!


Tale lista ha valore puramente indicativo, visto che considera in maniera generica la Chiesa cattolica come soggetto unico, senza distinguere i suoi diversi livelli e l'intreccio in ciascun caso con i rappresentanti del potere politico[non chiaro], comunque si tenga sempre presente che la determinazione del reato di eresia è di competenza esclusiva della chiesa cattolica che agisce attraverso i propri tribunali.
  1. Ramirdo di Cambrai, riformatore († arso, Cambrai, marzo 1077)
  2. Pierre de Bruys, riformatore, fondatore del movimento dei Petrobrusiani († arso, Saint-Gilles (Gard)1131)
  3. Arnaldo da Brescia, riformatore († impiccato e arso, Roma, 18 giugno 1155)
  4. Gherardo Segarelli, fondatore del movimento degli Apostolici († arso vivo, Parma, 18 luglio 1300)
  5. Maifreda da Pirovano († arsa viva, Milano, settembre 1300)
  6. Andrea Saramita († arso vivo, Milano, settembre 1300)
  7. Zaccaria di Sant'Agata, apostolico († arso vivo, Bologna, 16 dicembre 1303)
  8. Fra Dolcino, al secolo Davide Tornielli, apostolico, successore di Gherardo Segarelli, († arso vivo, Vercelli, 1º giugno 1307)
  9. Margherita Boninsegna da Trento, apostolica, († arsa viva, Vercelli, 1º giugno 1307)
  10. Longino da Bergamo, frate, apostolico, († arso vivo, Vercelli, 1º giugno 1307)
  11. Bartolomea da Savigno, apostolica, († arsa viva, Bologna, 21 novembre 1307)
  12. Margherita Porete, scrittrice e teologa beghina († arsa viva, Parigi, 1º giugno 1310)
  13. Botulf Botulfsson, sacramentario, († arso vivo, Uppsala, 8 aprile 1311), unico martire in Svezia
  14. Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dei cavalieri templari († arso vivo, Parigi, 18 marzo 1314)
  15. Geoffrey de Charnay, cavaliere templare († arso vivo, Parigi, 18 marzo 1314)
  16. Guilhem Santon, francescano spirituale, († arso vivo, Marsiglia, 7 maggio 1318)
  17. Déodat Miquel, francescano spirituale, († arso vivo, Marsiglia, 7 maggio 1318)
  18. Johan Barrau, francescano spirituale, († arso vivo, Marsiglia, 7 maggio 1318)
  19. Pons Rocha, francescano spirituale, († arso vivo, Marsiglia, 7 maggio 1318)
  20. Johan Barra, († arso vivo, Capestang, 18 ottobre 1319)
  21. Peire Canonici, († arso vivo, Capestang, 18 ottobre 1319)
  22. Bernard Leon, († arso vivo, Capestang, 25 maggio 1320)
  23. Bernard Martin, († arso vivo, Capestang, 25 maggio 1320)
  24. Bernard Surio, († arso vivo, Capestang, 25 maggio 1320)
  25. Jacme de Rieux, frate minore, († arso vivo, Capestang, 25 maggio 1320)
  26. Johan Durban, († arso vivo, Capestang, 25 maggio 1320)
  27. Johan Martin, († arso vivo, Capestang, 25 maggio 1320)
  28. Guilhem Belibasta alias Bélibaste, cataro perfetto († arso vivo, Villerouge-Termenès1321)
  29. Amegiardis, quindicenne, beghina, Béziers, († arsa viva, Béziers, 11 gennaio 1321)
  30. Bernard ? († arso vivo, Béziers, 11 gennaio 1321)
  31. Bernard Sers († arso vivo, Béziers, 11 gennaio 1321)
  32. Ciracus ? († arso vivo, Béziers, 11 gennaio 1321)
  33. Johan Olier († arso vivo, Béziers, 11 gennaio 1321)
  34. Peire ? († arso vivo, Béziers, 11 gennaio 1321)
  35. Peire Brun, prete († arso vivo, Béziers, 11 gennaio 1321)
  36. Guilhem Bom, († arso vivo, Pézenas, 21 settembre 1321)
  37. Johan de Mezea, († arso vivo, Pézenas, 21 settembre 1321)
  38. Peire Abanii, († arso vivo, Pézenas, 21 settembre 1321)
  39. Raimon Fornier, († arso vivo, Pézenas, 21 settembre 1321)
  40. Astruga di Lodève, beghina, († arsa viva, Lunel, 18 ottobre 1321)
  41. Anuericus ?, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  42. Basseta ?, († arsa viva, Lunel, 18 ottobre 1321)
  43. Berenguier ?, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  44. Biatris ?, († arsa viva, Lunel, 18 ottobre 1321)
  45. Ermessendis ?, († arsa viva, Lunel, 18 ottobre 1321)
  46. Esclarmonda Durban, († arsa viva, Lunel, 18 ottobre 1321)
  47. Guilhem Fabre, prete, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  48. Guiraut de Saint Martin, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  49. Nicholau ?, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  50. Peire ?, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  51. Peire Alfandi, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  52. Rotgier ?, († arso vivo, Lunel, 18 ottobre 1321)
  53. Aymeric ?, († arso vivo, Carcassonne, 17 gennaio 1322)
  54. Bernard Espruassora, († arso vivo, Carcassonne, 17 gennaio 1322)
  55. Huc de Onlavis, († arso vivo, Carcassonne, 17 gennaio 1322)
  56. Johan de Echis, († arso vivo, Carcassonne, 17 gennaio 1322)
  57. Peire Arrufat, († arso vivo, Carcassonne, 17 gennaio 1322)
  58. Arnaut Pons, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  59. Bermonda ?, († arsa viva, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  60. Bernard de Argistris, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  61. Bernard de Perinhac, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  62. Bernard Raimon de Monesio, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  63. Bernardin Anuli, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  64. Bonhome de Gasconia, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  65. Castilio de Gironda, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  66. Deruna Catalana, († arsa viva, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  67. Fornier de Fefensaco, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  68. Guilhem de Urgel, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  69. Guilhem Separd, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  70. Jacme de la Cros, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  71. Peire Almardi, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  72. Peire de Elne, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  73. Raimunda de Caranta, († arsa viva, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  74. Rotbert de Narbonna, († arso vivo, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  75. Sicarda de Corberia, († arsa viva, Narbonne, 28 febbraio 1322)
  76. Bernard de Bosco, († arso vivo, Carcassonne, 24 aprile 1323)
  77. Johan Conilli, († arso vivo, Carcassonne, 24 aprile 1323)
  78. Peire de Johan, († arso vivo, Carcassonne, 24 aprile 1323)
  79. Raimon Maistre, frate minore, († arso vivo, Carcassonne, 24 aprile 1323)
  80. Bernard Peyrotas, prete, († arso vivo, Lodève, 10 agosto 1323)
  81. Estève Seret, frate minore, († arso vivo, Lodève, 10 agosto 1323)
  82. Frances Bastier, († arso vivo, Lodève, 10 agosto 1323)
  83. Bernard Maury, detto anche Maurizio di Narbona, prete spirituale, († arso vivo, Avignone, 19 novembre 1326)
  84. Aliorus de Sesena († arso vivo, Carcassonne, 1º marzo 1327)
  85. Guilhem Domergue Veyrier, candelaio, († arso vivo, Carcassonne, 1º marzo 1327)
  86. Berengaria Domergue Veyrier, moglie di Guilhem, († arsa viva, Carcassonne, 1º marzo 1327)
  87. Guilhem Serallier, fabbro, († arso vivo, Carcassonne, 1º marzo 1327)
  88. Raimon de la Cros, († arso vivo, Carcassonne, 1º marzo 1327)
  89. Peire de Cursaca, († arso vivo, Carcassonne, 1º marzo 1327)
  90. Boemondo di San Severo, († frustato a morte, 15 aprile 1327)
  91. Cecco d'Ascoli, al secolo Francesco Stabili, medico, astrologo e alchimista († arso vivo, Firenze, 16 settembre 1327)
  92. Raimunda Arrufat, vedova di Peire Arrufat, († arsa viva, Carcassonne, 10 settembre 1329)
  93. Francesco da Pistoia, fraticello († arso vivo, Venezia, 3 giugno 1337)
  94. Lorenzo Gherardi, fraticello († 1337)
  95. Bartolomeo Greco, fraticello († 1337)
  96. Bartolomeo da Bucciano, fraticello († 1337)
  97. Antonio Bevilacqua, fraticello († 1337)
  98. Giovanni da Castiglione, sacerdote, fraticello († arso vivo, Avignone, 3 giugno 1354)
  99. Francesco da Arquata, fraticello († arso vivo, Avignone, 3 giugno 1354)
  100. Michele Berti da Calci al secolo Giovanni Berti, fraticello († arso vivo, Firenze, 30 aprile 1389)
  101. William Sawtrey, prete, primo dei martiri lollardi († arso vivo, Smithfield, marzo 1401)
  102. Giovanni Sensi, predicatore Valdese († arso vivo, Caprie (Valle di Susa), 30 marzo 1403)
  103. James Resby, lollardo († arso vivo, PerthScozia1407), primo condannato in Scozia per eresia
  104. John Badby, sarto, lollardo († bollito vivo, Smithfield, 15 marzo 1410)
  105. Jan Hus, riformatore († arso vivo, Costanza, 6 luglio 1415)
  106. Girolamo da Praga, teologo riformatore, lollardo († arso vivo, Costanza, 30 maggio 1416)
  107. Santa Giovanna d'Arco, eresia, idolatria, apostasia e stregoneria († arsa viva, Rouen, 30 maggio 1431)
  108. Thomas Bagley, prete, lollardo, († arso vivo, Smithfield, marzo 1431)
  109. Pavel Kravař, hussita († arso vivo, Saint AndrewsScozia, 23 luglio 1433)
  110. Giorgio da Monferrato, studente, eretico († arso vivo, Bologna, 25 giugno 1481)
  111. Caterina Bianchetta, eretica, strega e apostata († arsa, RifreddoCuneo, 10 dicembre 1495)
  112. Caterina Bonivarda, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  113. Caterina Borrella, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  114. Giovanneta Cometta, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  115. Giovannina Giordana, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  116. Margherita Giordana, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  117. Giovanna Motossa, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  118. Giovanna della Santa, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  119. Romea dei Sobrani, eretica, strega e apostata († arsa, Rifreddo, 10 dicembre 1495)
  120. Girolamo Savonarola, riformatore († impiccato e arso, Piazza della SignoriaFirenze, 23 maggio 1498)
  121. Domenico Buonvicini da Pescia, frate domenicano († impiccato e arso, Piazza della Signoria, 23 maggio 1498)
  122. Silvestro Maruffi da Firenze, frate domenicano († impiccato e arso, Piazza della Signoria, 23 maggio 1498)
  123. Joshua Weißöck († 1498)
  124. Antoni Carni da Messina, giudaizzante († arso vivo, autodaféPalermo, 6 giugno 1511)
  125. Ghabriel de Polize, giudaizzante († arso vivo, Palermo, 6 giugno 1511)
  126. Giovanni Crispo, giudaizzante († arso vivo, Palermo, 6 giugno 1511)
  127. Giovanni de Toledo da Messina, giudaizzante († arso vivo, Palermo, 6 giugno 1511)
  128. Jacopo Rizo, giudaizzante († arso vivo, Palermo, 6 giugno 1511)
  129. Laura Palumba, giudaizzante († arsa viva, Palermo, 6 giugno 1511)
  130. Ana de Quintana, giudaizzante († arsa viva, Palermo, 6 giugno 1511)
  131. Beatriz de Quintal, giudaizzante († arsa viva, Palermo, 6 giugno 1511)
  132. Gabriel Zapater, medico di Bivona, giudaizzante († arso vivo, Palermo, 6 giugno 1511)
  133. Cola Stagnataro, giudaizzante († arso vivo, Palermo, 6 giugno 1511)
  134. Antonino de Marino, giudaizzante († arso vivo, autodafé, Palermo-Piano Marina, 11 luglio 1512)
  135. Antonio Corbiseri, di Carini, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  136. Bernardino Babula, di Messina, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  137. Cola Angelo La Muta, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  138. Gabriel Garzìa, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  139. Ghabriel Compagno, di Milazzo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  140. Jacobo Estayte, alias Jacopo Staiti di Messina, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  141. Joan de Aragon, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  142. Joan de Leofante, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  143. Joanne Lo Porto, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  144. Joannis Antoni Tudisco, di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  145. Luis Yelpo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  146. Manfrè La Muta, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  147. Margaritella di Balsamo, di Messina, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  148. Paulo Santafè di Cammarata, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  149. Porcio Monterusso, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  150. Simon de Leofante, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  151. Soprana de Paternò o Patorno, di Palermo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 11 luglio 1512)
  152. Bartolomeo di Balsamo, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, autodafé Palermo-Piano Marina, 29 settembre 1513)
  153. Leonora de Balsamo di Palermo, moglie di Bartolomeo di Balsamo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  154. Antonella de Iona di Palermo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  155. Lisa La Muta di Palermo, moglie di Manfrè La Muta, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  156. Guglielmo de Balsamo o de Bausano, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  157. Joan Antonio Balvo, di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  158. Jacopo Balvo di Marsala, figlio di Joan Antonio Balvo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  159. Perna Balvo di Marsala, figlia di Joan Antonio Balvo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  160. Giovanni d'Attuni o de Attini, di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  161. Marco di Termini di Polizzi, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  162. Alfonso Sellaro di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  163. Andrea Carubba di Sammarco, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  164. Angiulo de Balsamo di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  165. Antonia de Balsamo di Palermo, madre di Nicolò Balsamo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  166. Cola de Balsamo di Palermo, figlio di Antonia de Balsamo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  167. Margarita de Balsamo di Palermo, moglie di Cola de Balsamo e nuora di Antonia de Balsamo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  168. Antonia Romano di Mazara, vedova, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  169. Beatrice Calabrese di Marsala, moglie di marinaio, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  170. Bernardino Imbarbara, o Barbera, di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  171. Clara de Polizzi di Palermo, madre di Angela Marinara, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  172. Francesca de Balsamo di Palermo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  173. Francesco Balvo di Marsala, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  174. Gerardo de Macrì di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  175. Lucrezia de Macrì di Palermo, moglie di Gerardo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  176. Giacoma Barbara di Marsala, neofita giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  177. Giacomo Barbera di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  178. Lucrezia Barbera di Marsala, moglie di Giacomo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  179. Gianbattista Ferrario di Termini, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  180. Guglielmo Geremia di Naro, cerdone, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  181. Isabella de Andrea di Naro, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  182. Joan de Leofante, alias Giovanni Elefante, di Sciacca, merciere, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  183. Giovanni Santiglia, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  184. Joannis de Vezini alias Giovanni Vicini, di Trapani, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  185. Lucia Cimatore di Palermo, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  186. Nicolao Bonfiglio, di Castronovo, mastro candelaro, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  187. Paolo Spataro di Sammarco, maestro insegnante, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  188. Perna de Attuni, di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  189. Petro de Bononia, alias Pietro di Bologna, di Palermo, mastro ferraro, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  190. Rosa Sartorii, di Messina, moglie del fu mastro Nardi Sartorii, neofita giudaizzante ostinata († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  191. Simone Marinaro, di Palermo, mastro mezzano, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  192. Vincenzo Maymuni o Maimone, di Sciacca, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  193. Violante Gallardo o Gagliardo, di Marsala, moglie di Alonco Gallardo, mastro sellaro, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  194. Isabella La Matina, di Girgenti, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 29 settembre 1513)
  195. Bernardo di Milazzo, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, autodafé Palermo-Piano Marina, 10 agosto 1515)
  196. Giacomo Siracusa, alias Jacobo Siracusa, di Giuliana, mastro, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 10 agosto 1515)
  197. Granusa La Serna, di Marsala, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 10 agosto 1515)
  198. Paulo de Antilla, di Palermo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 10 agosto 1515)
  199. Perna Messina, di Caccamo, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 10 agosto 1515)
  200. Desiata Siracusa, di Giuliana, moglie di Bartolomeo Siracusa, giudaizzante († arsa viva, Piano Marina, 10 agosto 1515)
  201. Francesco La Sala, di Trapani, giudaizzante († arso vivo, Piano Marina, 10 agosto 1515)
  202. Maddalena Ravizina, eretica e apostata († arsa viva, Venegono SuperioreVarese, 8 giugno 1520)
  203. Giovannina di Bernardo Vanoni, eretica e apostata († arsa viva, Venegono Superiore, 8 giugno 1520)
  204. Mainetta, detta "codera", eretica e apostata († arsa viva, Venegono Superiore, 8 giugno 1520)
  205. Elisabetta Oleari, eretica e apostata († arsa viva, Venegono Superiore, 8 giugno 1520)
  206. Caterina Fornasari, eretica e apostata († arsa viva, Venegono Superiore, 8 giugno 1520)
  207. Tognina del Cilla, eretica e apostata († arsa viva, Venegono Superiore, 8 giugno 1520)
  208. Margherita Fornasari, eretica e apostata, morta nelle carceri inquisitoriali, († riesumata e arsa, Venegono Superiore, 8 giugno 1520)
  209. Hendrik Voes, sacerdote fiammingo, luterano, († arso vivo, Grand Place, Bruxelles, 1º luglio 1523). Insieme a Jan van Essen sono considerati i primi martiri protestanti
  210. Jan van Essen, monaco agostiniano, luterano († arso vivo, Grand Place, Bruxelles, 1º luglio 1523)
  211. Jean Vallière, agostiniano, antitrinitario, prima vittima protestante francese († arso vivo, Marché aux Pourceaux, Parigi, 8 agosto 1523)
  212. Jan de Bakker, o Johannes Pistorius o Jan Jansz van Woerden, sacerdote, fu il primo martire protestante dell'Olanda del nord († arso vivo, L'Aia 15 settembre 1525)
  213. Michael Sattler, anabattista, redattore dei Sette Articoli di Schleitheim († arso vivo, Rottenburg am Neckar, 21 maggio 1527)
  214. Margaretha Sattler, anabattista, moglie di Michael († annegata nel fiume Neckar, Rottenburg am Neckar, 22 maggio 1527)
  215. Leonhard Kaiser, o Kayser o Keyser, luterano, († arso vivo, Schärding, 16 agosto 1527)
  216. Wendelmoet Claesdochter, sacramentaria (che contesta l'efficacia dei sacramenti cattolici) († arsa viva, L'Aia 20 novembre 1527), prima donna olandese ad essere bruciata come eretica
  217. Patrick Hamilton, sacerdote scozzese, predicatore protestante († arso vivo, St AndrewsScozia, 29 febbraio 1528)
  218. Balthasar Hubmaier, anabattista, teologo († arso vivo, Vienna, 10 marzo 1528)
  219. Elsbeth Hügeline, anabattista, moglie di Balthasar Hubmaier, († annegata nel DanubioVienna, 13 marzo 1528)
  220. Leonhard Alexberger, anabattista, († decapitato e arso, Steyr, Austria, 30 marzo 1528)
  221. Hans Schützenacker, anabattista, († decapitato e arso, Steyr, 30 marzo 1528)
  222. Sigmund Pentler, anabattista, († decapitato e arso, Steyr, 30 marzo 1528)
  223. Mattheus Pürchinger, anabattista, († decapitato e arso, Steyr, 30 marzo 1528)
  224. Hans Muhr, anabattista, († decapitato e arso, Steyr, 30 marzo 1528)
  225. Hans Penzenauer, anabattista, († decapitato e arso, Steyr, 30 marzo 1528)
  226. Georg Blaurock, soprannome di Jörg Cajacob, anabattista († arso vivo, Klausen, 6 settembre 1529)
  227. Hans Langegger, anabattista († arso vivo, Klausen, 6 settembre 1529)
  228. Giovanni Milanese, († 1530)
  229. Lamprecht Gruber, di Funes, anabattista hutterita († decapitato, Vipiteno1532)
  230. Hans Beckh, anabattista hutterita († decapitato, Vipiteno, 1532)
  231. Peter Hungerl, anabattista hutterita († decapitato, Vipiteno, 1532)
  232. Lorenz Schuster, anabattista hutterita († decapitato, Vipiteno, 1532)
  233. Peter Planer, anabattista hutterita († decapitato, Vipiteno, 1532)
  234. Hans Thaler, anabattista hutterita († decapitato, Vipiteno, 1532)
  235. Hans Beck, anabattista († arso vivo, Castello di Gufidaun, Klausen, ottobre 1533)
  236. Walser Schneider, anabattista († arso vivo, Castello di Gufidaun), ottobre 1533)
  237. Christian Alseider, anabattista († arso vivo, Castello di Gufidaun, ottobre 1533)
  238. Waltan Gsäl, anabattista († arso vivo, Castello di Guffidaun, ottobre 1533)
  239. Wölfl von Gotzenberg, anabattista († arso vivo, Castello di Gufidaun, ottobre 1533)
  240. Hans Maurer, anabattista († arso vivo, Castello di Gufidaun, ottobre 1533)
  241. Peter Kranenwetter, anabattista hutterita († arso vivo, Castello di Gufidaun, ottobre 1533)
  242. John Frith, luterano († arso vivo, Smithfield, 4 luglio 1533)
  243. Andrew Hewet, luterano († arso vivo, Smithfield, 4 luglio 1533)
  244. Adriaen de Wever, anabattista, (decapitato, Delft1534)
  245. Andries van Niel, anabattista († arso vivo, KuringenBelgio, 9 gennaio 1534)
  246. Adriaen Lourysz (o Adriaen Vermeer), anabattista, († decapitato con altri sette compagni ad Haarlem, 26 marzo 1534)
  247. Adriaen Claes, anabattista, († decapitato, Olanda, 16 maggio 1534)
  248. Adam Jans, anabattista, (giustiziato, Olanda, gennaio 1535)
  249. Adriaen Antheunis Focsen, anabattista adamita († decapitato, Amsterdam, 25 febbraio 1535)
  250. Hendrik Hendriks Snyder, anabattista adamita († decapitato, Amsterdam, 25 febbraio 1535)
  251. Claes van Venlo, anabattista adamita († decapitato, Amsterdam, 25 febbraio 1535)
  252. Dirck Janssen, anabattista adamita († decapitato, Amsterdam, 25 febbraio 1535)
  253. Steven Janssen, anabattista adamita († decapitato, Amsterdam, 25 febbraio 1535)
  254. Steven van Oudewater, anabattista adamita († decapitato, Amsterdam, 25 febbraio 1535)
  255. Gerrit van Benschop, anabattista adamita († decapitato, Amsterdam, 25 febbraio 1535)
  256. Jacob Claes van der Veer, anabattista († decapitato, Utrecht, 13 marzo 1535)
  257. Adriaen de Kleermaker (o Adriaen Cornelisz Snijer), anabattista, († decapitato, L'Aia, 10 aprile 1535)
  258. Aefke Harmen Thys, anabattista, († affogata, Leeuwarden, 14 aprile 1535)
  259. Étienne Bénard, di Rouen, luterano († arso vivo, Marché aux Pourceaux, Parigi, 5 maggio 1535)
  260. Marin Du Val, di Melun, luterano († arso vivo, Marché aux Pourceaux, Parigi, 5 maggio 1535)
  261. Adriaen Aersen, anabattista, († decapitato, Zierikzee, 8 maggio 1535)
  262. Albert van Meppel, anabattista, († giustiziato con altri dieci, Amsterdam, 14 maggio 1535)
  263. Adriaen Cornelis, di Spaarndam, anabattista, († decapitato, Amsterdam, 15 maggio 1535)
  264. Adriana Jans, anabattista, († affogata, Amsterdam, 21 maggio 1535)
  265. Aeltgen Gielis, anabattista, († affogata, Amsterdam, 21 maggio 1535)
  266. Aeltgen Wouters, anabattista, († affogata, Amsterdam, 21 maggio 1535)
  267. Cornelisz Claes, anabattista († impiccato, Amsterdam, 1º giugno 1535)
  268. Aechtgen Jans, anabattista, († impiccata, Amsterdam, 1º giugno 1535)
  269. Aert Claudius Centurio, anabattista di Bruxelles, († decapitato, Utrecht, 11 giugno 1535)
  270. Claudius Centurio, anabattista di Noyelles, padre di Aert, († decapitato, Utrecht, 11 giugno 1535)
  271. Albert Pieters Sinckes, anabattista, († giustiziato, Alkmaar, 1536)
  272. Aegje Elinx, anabattista, († affogata, Alkmaar, 1º febbraio 1536)
  273. Jakob Hutter, coordinatore degli anabattisti comunitari (hutteriti), († arso vivo, Innsbruck, 25 febbraio 1536)
  274. Adriaen Adriaens, anabattista, († decapitato, L'Aia, marzo 1536)
  275. Arent Geryts, anabattista, († decapitato, L'Aia, 14 marzo 1536)
  276. Adriane Vyncx, anabattista, († arsa viva, Bruges, 28 agosto 1536)
  277. William Tyndale, protestante († strangolato e arso, Vilvoorde, 6 settembre 1536)
  278. Albert Reyersz (o Oldeknecht), anabattista, († decapitato, Amsterdam, 12 aprile 1537)
  279. Adriaen Cornelisse, anabattista, († decapitato, Zierikzee, 2 giugno 1537)
  280. Hans Seidel, di Murau (Austria) anabattista hutterita, († decapitato, St. VeitCarinzia1538)
  281. Hans Donner, di Wels, (Austria), anabattista hutterita, († decapitato, St. Veit, 1538)
  282. Aert Jans, anabattista, († decapitato, Delft, 7 gennaio 1538)
  283. Stijntgen Mickers, madre di Frans e Guert, anabattista, († affogata, Alkmaar, 6 febbraio 1538)
  284. Guert Mickers, anabattista, († affogata, Alkmaar, 6 febbraio 1538)
  285. Adriaen van Gravenhage, anabattista, († arso vivo, Vught, 9 settembre 1538)
  286. Paulus van Druynen, anabattista, († arso vivo, Vught, 9 settembre 1538)
  287. Michiel Stevens van Oosterhout, anabattista, († arso vivo, Vught, 9 settembre 1538)
  288. Jan Blok, di Gand, anabattista, († arso vivo, Vught, 9 settembre 1538)
  289. Lysken Blok, anabattista, moglie di Jan Blok, († arsa viva, Vught, 11 settembre 1538)
  290. Aecht Middelborch, anabattista, († affogata, Utrecht, 11 giugno 1539)
  291. Jan Jansz van den Berg, di Kleve, (Germania) anabattista († decapitato, Amsterdam, 8 luglio 1539)
  292. Geertruydt Adriaens de Roevre, anabattista († arsa viva, Vught, Nord Brabante, 11 settembre 1539)
  293. Adriaen Wouters, anabattista di Schiedam, Olanda, († decapitato, Veere, 14 ottobre 1539)
  294. Francisco de San Roman, luterano, primo martire protestante di Spagna († arso vivo, Valladolid1540)
  295. Frans Mickers, anabattista, († affogato, Alkmaar, 16 aprile 1540)
  296. Frans Jansz, anabattista, († impiccato, Utrecht, 2 aprile 1541)
  297. Petruccio Campagna o Giorgio di Messina, frate, luterano († arso vivo, autodafé, Palermo, 30 maggio 1541)
  298. Aeff Peters, anabattista, moglie di Frans Jansz, († affogata, Utrecht, 13 giugno 1541)
  299. Giandomenico dell'Aquila, protestante († arso vivo, 4 febbraio 1542)
  300. Jan Claesz, libraio, predicatore anabattista mennonita, († decapitato, Amsterdam, 19 gennaio 1544)
  301. Lucas Lambert van Beveren, di anni 87, anabattista mennonita, († decapitato, Amsterdam, 19 gennaio 1544)
  302. Aelbert Gerritsz, anabattista, († decapitato, Utrecht, 21 giugno 1544)
  303. Aecht Coenen, anabattista, († affogata, Leiden, 14 luglio 1544)
  304. Maria van Beckum, anabattista, sorella di Ursula († arsa viva, DeldenOlanda, 13 novembre 1544)
  305. Ursula van Beckum, nata van Werdum (moglie del fratello di Maria) anabattista, († arsa viva, Delden, 13 novembre 1544)
  306. George Wishart, religioso scozzese, protestante († arso vivo, Saint AndrewsScozia, 1º marzo 1546)
  307. Étienne Dolet, umanista, († impiccato e arso, Parigi, 3 agosto 1546)
  308. Lucas Michielsz, pittore su vetro di Dordrecht, anabattista, († arso vivo, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  309. Tobias Quintincxsz, calzolaio, anabattista, († arso vivo, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  310. Pieter Jansz, calzolaio, anabattista, († arso vivo, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  311. Jan Pennewaerts, belga di Lovanio, anabattista, († arso vivo, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  312. Ellert Jans, sarto di Woerden, anabattista, († arso vivo, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  313. Ghysbert Jansz di Woerden, anabattista, († arso vivo, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  314. Barbara Thielemans di Dordecht, anabattista, († arsa viva, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  315. Truyken Boens, belga di Anversa, anabattista, († arsa viva, Amsterdam, 20 marzo 1549)
  316. Giorgio Costa, di Genova, mercante, luterano († arso vivo, autodafé Palermo, Piano della Loggia, 19 maggio 1549)
  317. Diana Rosso di Paternò, giudaizzante relapsa († arsa viva, autodafé Palermo, Piano della Loggia, 19 maggio 1549)
  318. Fanino Fanini, predicatore protestante († impiccato e arso, Ferrara, 22 agosto 1550)
  319. Domenico Cabianca, pellicciaio di Bassano, predicatore protestante († impiccato, Piacenza, 10 settembre 1550)
  320. Pre Francesco Calcagno, prete, blasfemia e sodomia, luterano († decapitato e arso, piazza della Loggia, Brescia, 23 dicembre 1550)
  321. Benedetto del Borgo da Asolo, anabattista († arso vivo, Rovigo, 17 marzo 1551)
  322. Giorgio Siculo, al secolo Giorgio Rioli, predicatore († strangolato in cella, Ferrara, 23 maggio 1551)
  323. Francesco Pagliarino, di Savoca, frate di S. Francesco di Paola, luterano († arso vivo, autodafé Palermo, Piano della Loggia, 5 luglio 1551)
  324. Antonino Caruso, da Militello, diacono eremita francescano, luterano († arso vivo, Piano della Loggia, 5 luglio 1551)
  325. Galeazzo da Trezzo, di Sant'Angelo Lodigiano, predicatore protestante, († arso vivo, Lodi, 24 novembre 1551)
  326. Jacobetto Gentile, calvinista († arso vivo, Capua, piazza S. Maria Maggiore, maggio 1552)
  327. Vincenzo Iannelli, frate, calvinista († arso vivo, Capua, piazza S. Maria Maggiore, maggio 1552)
  328. Adriaen Woutersson, anabattista di Heusden, Olanda, († decapitato con altri due compagni ad Anversa, 23 settembre 1552)
  329. Mechtelt Melis, anabattista, moglie di Adriaen Woutersson, († annegata, Anversa, 23 settembre 1552)
  330. Adriaen Cornelis, di Schoonhoven, Olanda, anabattista, († strangolato e arso, Leiden, 24 novembre 1552)
  331. Henrick Dirks, anabattista, († strangolato e arso, Leiden, 24 novembre 1552)
  332. Dirk Jans, anabattista, († strangolato e arso, Leiden, 24 novembre 1552)
  333. Annetgen Symons, anabattista, († strangolata e arsa, Leiden, 24 novembre 1552)
  334. Mariken Jans, anabattista, († strangolata e arsa, Leiden, 24 novembre 1552)
  335. Adriaen de Wintere, anabattista di Rupelmonde, († arso vivo, Anversa, 20 gennaio 1553)
  336. Giovan Battista Impellizzeri, di Mandanici, luterano († arso vivo, autodafé Palermo, Piano della Loggia, 18 giugno 1553)
  337. Aleph Jacobs, anabattista, († arso vivo, Leeuwarden, 28 giugno 1553)
  338. Giovanni Buzio da Montalcino, detto il Mollio, francescano, luterano († impiccato e arso, RomaCampo de' Fiori, 5 settembre 1553)
  339. Tisserando da Perugia, detto il Perugino, tessitore di seta, luterano († impiccato e arso, Campo de' Fiori, 5 settembre 1553)
  340. Zuan Battista Trabachin, anabattista († annegato, Venezia, 11 novembre 1553)
  341. Francesco Gamba da Brescia, predicatore protestante († impiccato e arso, Como, 21 luglio 1554)
  342. John Bradford, sacerdote, riformatore protestante († arso vivo, Smithfield, 31 gennaio 1555)
  343. John Lease, protestante († arso vivo, Smithfield, 31 gennaio 1555)
  344. John Rogers sacerdote, traduttore e commentatore della Bibbia, († arso vivo, Smithfield, 4 febbraio 1555)
  345. Lawrence Saunders, sacerdote, riformatore protestante († arso vivo, Coventry, 9 febbraio 1555)
  346. Rowland Taylor, riformatore protestante († arso vivo, Aldham, 9 febbraio 1555)
  347. John Hooper, vescovo anglicano di Gloucester († arso vivo, Gloucester, 9 febbraio 1555)
  348. William Hunter di Brentwood, protestante († arso vivo, Brentwood, 27 marzo 1555)
  349. Robert Ferrar, vescovo anglicano di St. David's († arso vivo, Market square (ora Nott's square) in CarmarthenGalles, 30 marzo 1555)
  350. Agacio Giunta, luterano († arso vivo, autodafé Messina, 12 maggio 1555)
  351. Paolo Rappi da Vigonevaldese († arso vivo, Torino, 22 giugno 1555)
  352. Patrick Pakingham unitariano († arso vivo, Uxbridge, Londra, agosto 1555)
  353. Hans Verhoeven, anabattista († arso vivo, Anversa, 27 agosto 1555)
  354. Frans Deens, anabattista († arso vivo, Anversa, 27 agosto 1555)
  355. Jan Drooghscheerder, anabattista († arso vivo, Anversa 27 agosto 1555)
  356. Pieter van Beringen, anabattista († arso vivo, Anversa, 27 agosto 1555)
  357. Jean Vernou di Poitiers, alias Giovanni Vernon, predicatore valdese († arso vivo, Chambéry, 28 agosto 1555)
  358. Antoine Laborie di Cajare, alias Antonio Labori, predicatore valdese († arso vivo, Chambéry, 28 agosto 1555)
  359. Jean Trigalet di Nimes, predicatore valdese († arso vivo, Chambéry, 28 agosto 1555)
  360. Bertrand Bataille della Guscogna, predicatore valdese († arso vivo, Chambéry, 28 agosto 1555)
  361. Guyraud Tauran di Cahors, predicatore valdese († arso vivo, Chambéry, 28 agosto 1555)
  362. Hugh Latimer, ex vescovo di Worcester, anglicano († arso vivo, Balliol College, Oxford, 16 ottobre 1555)
  363. Nicholas Ridley, vescovo anglicano († arso vivo, Balliol College, 16 ottobre 1555)
  364. Abraham van Roey, anabattista († arso vivo, Anversa, 4 febbraio 1556)
  365. Thomas Cranmer, arcivescovo anglicano († arso vivo, Balliol College, Oxford, 21 marzo 1556)
  366. Ambrogio Cavalli, agostiniano, calvinista († impiccato e arso, Campo de' Fiori, Roma, 15 giugno 1556)
  367. Bartolomeo Hector di Poitiers, colportore valdese († impiccato e arso, piazza Castello, Torino, 20 giugno 1556)
  368. Pomponio de Algerio, studente, protestante († arso vivo in olio bollente, Romapiazza Navona, 19 agosto 1556)
  369. Baldo Lupatino, frate, protestante († annegato in laguna, Venezia, 17 settembre 1556)
  370. Natale Cassar, di Malta, luterano († arso vivo, autodafé Palermo, Piano della Loggia, 18 ottobre 1556)
  371. Giovanni Giacomo Petrone, di Siracusa, religioso di S. Benito di Messina, luterano († arso vivo, Piano della Loggia, 18 ottobre 1556)
  372. Nicola Sartorio di Chieri, evangelico († arso vivo, Aosta, 7 maggio 1557)
  373. Francesco Cartone († 1558)
  374. Adriaen van Hee, anabattista, († arso vivo, Obignies1558)
  375. Joos Meeuwens, anabattista, († arso vivo, Obignies, 1558)
  376. Willem Goosen, anabattista, († arso vivo, Obignies, 1558)
  377. Egbert de Hoedemaker, anabattista, († arso vivo, Obignies, 1558)
  378. Lambert van Doornik, anabattista, († arso vivo, Obignies, 1558)
  379. Goffredo Varaglia, valdese, già frate cappuccino e teologo († impiccato e arso, Torinopiazza Castello, 29 marzo 1558)
  380. Girolamo Russo, di Ferla, luterano († arso vivo, autodafé Palermo, Piano della Bocceria Vecchia, 1º maggio 1558)
  381. Gisberto di Milanuccio di Penne, eretico († arso vivo, Roma, Piazza Giudia, 15 giugno 1558)
  382. Adriaen Pieters, di Winkel, Olanda, anabattista, († arso vivo, L'Aia, 7 luglio 1558)
  383. Henrick Dacho, anabattista, († decapitato, Anversa, 7 ottobre 1558)
  384. Hans Schmid, anabattista, missionario hutterita († arso vivo, Aquisgrana, 19 ottobre 1558)
  385. Heinrich Adams, anabattista, missionario hutterita († arso vivo, Aquisgrana, 21 ottobre 1558)
  386. Hans Weck, anabattista, missionario hutterita, cognato di Heinrich Adams († arso vivo, Aquisgrana, 21 ottobre 1558)
  387. Alexander de Bode, anabattista, († giustiziato, Anversa, 19 novembre 1558)
  388. Arent Aerssens, anabattista, († arso vivo, Anversa, 16 dicembre 1558)
  389. Peeter Henriks, anabattista, († arso vivo, Anversa, 16 dicembre 1558)
  390. Jan Collen, anabattista, († arso vivo, Anversa, 16 dicembre 1558)
  391. Geert Franssens, anabattista, († arso vivo, Anversa, 16 dicembre 1558)
  392. Tillmann Schneider, anabattista, missionario hutterita († arso vivo, Aquisgrana, 4 gennaio 1559)
  393. Mathias Schmidt, anabattista, missionario hutterita († arso vivo, Aquisgrana, 4 gennaio 1559)
  394. Antonio di Colella Grosso, eretico († arso vivo, Roma, piazza Navona, 8 febbraio 1559)
  395. Gabriello di Thomaien, sodomia, blasfemia († arso vivo, piazza Navona, 8 febbraio 1559)
  396. Leonardo di Paolo da Meola, eretico († arso vivo, piazza Navona, 8 febbraio 1559)
  397. Giovanni Antonio del Bò, cremonese, apostasia († impiccato e arso, piazza Navona, 8 febbraio 1559)
  398. Mahieu Antheunis, anabattista († arso vivo, Kortrijk, Belgio, 18 febbraio 1559)
  399. Gelis de Groot, anabattista, († arso vivo, Kortrijk, 18 febbraio 1559)
  400. Antonio Gesualdi, luerano († impiccato e arso, Roma, 16 marzo 1559)
  401. Adriana Lambrechts, anabattista, moglie di Henrick Dacho, († affogata, Anversa, 19 marzo 1559)
  402. Agustin de Cazalla, capellano e predicatore dell'imperatore Carlo V, luterano († garrotato e arso, autodafé Valladolid, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  403. Francisco de Vibero, sacerdote, fratello di Agustin de Cazalla, luterano († arso vivo, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  404. Beatriz de Vibero, monaca, sorella di Agustin e Francisco, luterana († garrotata e arsa, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  405. Antonio de Herezuolo, luterano († arso vivo, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  406. Gonzalo Vaez Portughese, giudaizzante († arso vivo, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  407. Alonso Perez prete, luterano († garrotato e arso, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  408. Christophoro de Ocampo, luterano († garrotato e arso, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  409. Francisco de Herrera, luterano († garrotato e arso, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  410. Juan Garzia argentiere, luterano († garrotato e arso, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  411. Christophoro de Padilla, luterano († garrotato e arso, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  412. Isabella de Estrada, luterana († garrotata e arsa, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  413. Juana Velazques, luterana († garrotata e arsa, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  414. Catherina Romana, luterana († garrotata arsa, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  415. Catherina de Ortega, luterana († garrotata e arsa, plaza Mayor, 21 maggio 1559)
  416. Adriaen Pan, o Adriaen Peeterson Pan, anabattista di DrielOlanda, († decapitato, Anversa, 18 giugno 1559)
  417. Aechtgen Joris Adriaens, anabattista, († affogata con altre cinque donne, Anversa, 19 luglio 1559)
  418. Abraham Tancreet (o Tanghereet), anabattista, († arso vivo, GhentBelgio, 7 agosto 1559)
  419. Giacomo Bonelli, di Dronero, pastore e predicatore valdese († arso vivo, autodafé Palermo, Piano della Bocceria Vecchia, 18 febbraio 1560)
  420. Maeyken de Hont, anabattista († annegata, castello di Steen, Anversa, 4 aprile 1560)
  421. Janneken van Aken di Haerlebeke, anabattista († annegata, Anversa, 4 aprile 1560)
  422. Lenaert Plovier di Meenen, anabattista († annegato, Anversa, 4 aprile 1560)
  423. Mermetto Savoiardo († 13 agosto 1560)
  424. Dionigi di Cola († 13 agosto 1560)
  425. Gian Luigi Pascale, di Cuneo, pastore calvinista missionario tra i valdesi († strangolato e arso, Roma, Castel Sant'Angelo, 16 settembre 1560)
  426. Bernardino Conte, valdese († arso vivo, Cosenza, novembre 1560)
  427. Cornelio di Nicosia, alias Giancarlo, francescano conv., teologo, luterano († arso vivo, autodafé Palermo, Piano della Bocceria Vecchia, 8 giugno 1561)
  428. Francesco Vicino, di Padova, religioso, luterano († arso vivo, Piano della Bocceria Vecchia, 8 giugno 1561)
  429. Giovanni de Giluti o Gigliuto, di Noto († arso vivo, Piano della Bocceria Vecchia, 8 giugno 1561)
  430. Andrea Lanza di Buscemi, religioso, luterano († arso vivo, Piano della Bocceria Vecchia, 8 giugno 1561)
  431. Adam Henricx (o Kistmaeckers), anabattista, († annegato, Anversa, 23 luglio 1561)
  432. Absolon de Zanger, anabattista, († arso vivo, Kortrijk, 20 novembre 1561)
  433. Willem van Haverbeke, anabattista, († arso vivo, Kortrijk, 20 novembre 1561)
  434. Nicasen van Alcmaers, anabattista († arso vivo, Bruges, 10 dicembre 1561)
  435. Andries de Molenaar, anabattista († arso vivo, Bruges, 10 dicembre 1561)
  436. Adriaen Brael, anabattista († arso vivo, Bruges, 10 dicembre 1561)
  437. Lucas Heindricx di Landegem, anabattista († arso vivo, Bruges, 10 dicembre 1561)
  438. Marijn Euwout, anabattista († arsa viva, Bruges, 10 dicembre 1561)
  439. Francijntgen de Molenaar, anabattista, moglie di Andries († arsa viva, Bruges, 11 dicembre 1561)
  440. Jan Christiaenz di Zeebrugge, anabattista, († arso vivo, Bruges, 11 dicembre 1561)
  441. Maeyken Frans (o Trams), anabattista, († arsa viva, Bruges, 11 dicembre 1561)
  442. Jelis Outerman di Diksmuide, anabattista, († arso vivo, Bruges, 11 dicembre 1561)
  443. Anthonis Keute, anabattista, († arso vivo, Bruges, 11 dicembre 1561)
  444. Hans Lisz, anabattista, († arso vivo, Bruges, 11 dicembre 1561)
  445. Hansken Parmentier, anabattista, († arso vivo, Bruges, 11 dicembre 1561)
  446. Frans de Swarte, anabattista, († arso vivo, Hondschoote, 23 marzo 1562)
  447. Martijntgen van Alcmaers, anabattista, sorella di Nicasen van Alcmaers († annegata, Hondschoote, 23 marzo 1562)
  448. Heyndrik van Dale, anabattista, († annegato, Anversa, 3 aprile 1562)
  449. Gaspard Deken, alias Jasper de Schoenmaker, anabattista, († arso vivo, Hondschoote, 4 aprile 1562)
  450. Charlo de Wael, anabattista, († arso vivo, Hondschoote, 4 aprile 1562)
  451. Karel van de Velde, anabattista, († arso vivo, Hondschoote, 17 aprile 1562)
  452. Lauwerens Allaerts di Gand, anabattista († arso vivo, Vrijdagmarkt (Piazza del Mercato del venerdì), Gand, 16 luglio 1562)
  453. Pieter van Maldeghem di Nevele, anabattista († arso vivo, Vrijdagmarkt, Gand, 16 luglio 1562)
  454. Jacques Bostijn di Courtrai, anabattista († arso vivo, Vrijdagmarkt, Gand, 16 luglio 1562)
  455. Pieter van Maele di Gand, anabattista († arso vivo, Vrijdagmarkt, Gand, 16 luglio 1562)
  456. Bartolomeo Fonzio, protestante († annegato, Venezia, Canale dell'Orfano, 4 agosto 1562)
  457. Mariken van Meenen di Haerlebeke, anabattista († annegata, Anversa, Castello Het Steen, 5 settembre 1562)
  458. Lyntgen Wendelyn, anabattista († annegata, Anversa, Castello Het Steen, 5 settembre 1562)
  459. Proentgen van Meteren anabattista, moglie di Karel van de Velde, († annegata, Hondschoote, 3 ottobre 1562)
  460. Claesken van Meteren, anabattista, sorella di Proentgen († annegata, Hondschoote, 3 ottobre 1562)
  461. Aert van Gershoven, anabattista, († affogato, Anversa, 17 ottobre 1562)
  462. Jacob van Gershoven, anabattista, padre di Aert, († affogato. Anversa, 17 ottobre 1562)
  463. Giulio Gherlandi da Spresiano, anabattista († annegato, Canale dell'Orfano, Venezia, 23 ottobre 1562)
  464. Hendrik Aerts, anabattista, processato dall'inquisitore Pieter Titelman insieme alla moglie e ad altri 11 anabattisti († arso vivo, Rijsel, 16 marzo 1563)
  465. Jan Maes di Bollezeele, anabattista, († arso vivo, Rijsel, 16 marzo 1563)
  466. Jan de Swarte di Bailleul, anabattista, († arso vivo, Rijsel, 16 marzo 1563)
  467. Claes de Swarte, anabattista, figlio di Jan († arso vivo, Rijsel, 16 marzo 1563)
  468. Perceval van den Berge di Zwevigem, anabattista, († arso vivo, Rijsel, 16 marzo 1563)
  469. Pieter Meynghers, alias Pieter Schoenmaker (Pietro il calzolaio), anabattista, († arso vivo, Rijsel, 16 marzo 1563)
  470. Kathelijne van Lokerhoute, anabattista, moglie di Lauwerens Allaerts († decapitata, Castello GravensteenGand, 24 marzo 1563)
  471. Claesken Pertrijs, anabattista, moglie di Jan de Swarte († arsa viva, Rijsel, 27 marzo 1563)
  472. Christiaen de Swarte, anabattista, figlio di Jan († arso vivo, Rijsel, 27 marzo 1563)
  473. Hans de Swarte, anabattista, figlio di Jan († arso vivo, Rijsel, 27 marzo 1563)
  474. Mahieu de Swarte anabattista, figlio sedicenne di Jan († arso vivo, Rijsel, 27 marzo 1563)
  475. Minico Santoro (Domenico) da Mandanici, sacerdote, luterano († strozzato e poi arso, autodafé, Palermo, piazza della Bocceria Vecchia, 13 aprile 1563)
  476. Antonijn de Waele, alias Antheunis Behaghe, anabattista († arso vivo, Vrijdagmarkt, Gand, 9 novembre 1563)
  477. Christiaen van Wettere, anabattista († arso vivo, Vrijdagmarkt, Gand, 9 novembre 1563)
  478. Janneken Cabeljaus di Ypres, anabattista, moglie di Hendrik Aerts († arsa viva, Rijsel, 22 febbraio 1564)
  479. Calleken Steens di Sweghem, anabattista († arsa viva, Rijsel, 22 febbraio 1564)
  480. Gian Francesco Alois, detto il Caserta, letterato italiano, valdesiano († decapitato e arso, piazza del Mercato, Napoli, 4 marzo 1564)
  481. Giovan Bernardino Gargano, nobile di Aversa, valdesiano († decapitato e arso, piazza del Mercato, Napoli, 4 marzo 1564)
  482. Alessandro da Caverzago, notaio, predicatore protestante († arso vivo, piazza della Torricella, Piacenza, 2 giugno 1564)
  483. Francesco di Pietro Secretuzzo, cipriota, riformato († impiccato e arso, presso Castel Sant'Angelo, Roma, 4 settembre 1564)
  484. Maeyken Boosers, anabattista, († arsa viva, Tournai, 18 settembre 1564)
  485. Antonio de Antona di Venezia, abitante a Siracusa, argentiere, luterano († strangolato e arso, autodafé, Palermo, Piano della Marina, 12 novembre 1564)
  486. Richiardo alias Fruxa, di Mandanici, luterano († arso vivo, Piano della Marina, 12 novembre 1564)
  487. Giacomo Impellizzeri, di Mandanici, luterano († arso vivo, Piano della Marina, 12 novembre 1564)
  488. Iannello Scolaro, di Mandanici, luterano († arso vivo, Piano della Marina, 12 novembre 1564)
  489. Antonio Rizzetto da Vicenza, anabattista († annegato, Canale dell'Orfano, Venezia, 8 febbraio 1565)
  490. Francesco della Sega da Rovigo, anabattista († annegato, Canale dell'Orfano, Venezia, 26 febbraio 1565)
  491. Adriaen van den Burie, anabattista, († arso vivo, Oudenaarde, 10 luglio 1565)
  492. Lorenzo Vex, luterano († annegato, Venezia1566)
  493. Pietro Robert della Goletta di Tunisi, francese, ugonotto († arso vivo, autodafé, Palermo, chiesa della Magione, 13 gennaio 1566)
  494. Michele Giovanni Carobeni di Noto, († arso vivo, Palermo, chiesa della Magione, 13 gennaio 1566)
  495. Muzio della Torella di Puglia, luterano († decapitato e arso, Roma, 1º marzo 1566)
  496. Pompeo de' Monti nobile di Napoli, valdesiano († decapitato e arso, Roma, presso castel Sant'Angelo, 4 luglio 1566)
  497. Curzio di Cave frate cappuccino, luterano († decapitato e arso, Roma, Castel Sant'Angelo, 9 luglio 1566)
  498. Giovanni Pietro Thomaso di Noto, mastro calzolaio, luterano († arso vivo, autodafé, Palermo, Piano della Marina, 26 dicembre 1566)
  499. Matteo de Amodeo alias lo Ruffiano, di Siracusa, luterano, († arso vivo, Piano della Marina, 26 dicembre 1566)
  500. Bernardo Brescaglia di Modena, luterano († arso vivo, autodafé, piazza San Domenico, Bologna, 18 gennaio 1567)
  501. Baldassarre da Venezia, pittore, luterano († arso vivo, piazza San Domenico, 18 gennaio 1567)
  502. Martino Fani, ciabattino, luterano († arso vivo, piazza San Domenico, 18 gennaio 1567)
  503. Giorgio Olivetto, luterano († arso vivo, Roma, 27 gennaio 1567)
  504. Publio Francesco Spinola, umanista, riformista († annegato, Venezia, Canale dell'Orfano, 31 gennaio 1567)
  505. Domenico Zocchi di Treviso, apostasia giudaica († impiccato e arso, Roma, piazza Giudia, 1º febbraio 1567)
  506. Marco Magnavacca, riformista, evangelico († strangolato e arso, Modena, 16 febbraio 1567)
  507. Girolamo Landi di Fondi, luterano († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 25 febbraio 1567)
  508. Bernardo da Milano, detto dalle Agocchie, luterano († arso vivo, Bologna, 22 marzo 1567)
  509. Gregorio Perini di Arezzo, frate, luterano († impiccato e arso, Roma, 23 giugno 1567)
  510. Pellegrino Righetti, luterano († impiccato e arso, Bologna, 5 settembre 1567)
  511. Pietro Antonio da Cervia, pittore, luterano († impiccato e arso, Bologna, 5 settembre 1567)
  512. Pietro Carnesecchi, umanista, riformista evangelico, (decapitato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 1º ottobre 1567)
  513. Giulio Maresio, di Cividale del Friuli, francescano, riformista relapso († decapitato e arso, presso Castel Sant'Angelo, 1º ottobre 1567)
  514. Alessandro Panzacchi, merciaio, protestante († arso vivo, Bologna, 8 ottobre 1567)
  515. Giorgio da Udine, protestante († arso vivo, Bologna, 8 ottobre 1567)
  516. Luca di Faenza († 1568)
  517. Thomas Szük († 1568)
  518. Riccardo Perucolo, mastro pittore, protestante († arso vivo, Conegliano, marzo 1568)
  519. Andries Jacobs (o Adriaen Jacobsen), anabattista, figlio di Jacob Dirks, († arso vivo, Anversa, 10 marzo 1568)
  520. Hans Jacobs, anabattista, figlio di Jacob Dirks, († arso vivo, Anversa, 10 marzo 1568)
  521. Jacob Dirks, anabattista, († arso vivo, Anversa, 10 marzo 1568)
  522. Matteo Rondinini di Faenza, protestante († arso vivo, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 10 maggio 1568)
  523. Girolamo Bertoni di Faenza, protestante († arso vivo, Roma, 10 maggio 1568)
  524. Francesco Stanga di Faenza, protestante († impiccato e arso, Roma, 10 maggio 1568)
  525. Matteo dalle Tombe di Faenza, protestante († impiccato e arso, Roma, 10 maggio 1568)
  526. Lorenzo da Mugnano di Barbera della Marca, protestante († impiccato e arso, Roma, 10 maggio 1568)
  527. Giambattista di Ripatransone, protestante († impiccato e arso, Roma, 6 ottobre 1568)
  528. Silvio Lanzoni di Mantova, luterano († arso vivo, Bologna, 9 ottobre 1568)
  529. Antonino Nicolino di Guardia Piemontese, valdese († arso vivo, autodafé, Messina, 28 novembre 1568)
  530. Pietro Gelosi di Spoleto, luterano († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 6 dicembre 1568)
  531. Marcantonio Verotti di Venezia, calvinista († impiccato e arso, Roma, 6 dicembre 1568)
  532. Francesco Castellani di Venezia, luterano († impiccato e arso, Roma, 6 dicembre 1568)
  533. Pieter Pieters di Asperen, Olanda, anabattista († arso vivo, Amsterdam, 26 febbraio 1569)
  534. Adriaen Willemsz, anabattista, († decapitato, Vianen, Olanda, 22 marzo 1569)
  535. Luca Bertoni di Faenza, luterano († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 28 febbraio 1569)
  536. Willem Jansz di Durgedam, anabattista († arso vivo, Amsterdam, 12 marzo 1569)
  537. Quirijn Jansz di Utrecht, anabattista († arso vivo, Amsterdam, 12 marzo 1569)
  538. Cornelis Jansz di Haarlem, anabattista († arso vivo, Amsterdam, 12 marzo 1569)
  539. Jan van Ackeren di Ypres, anabattista († arso vivo, Anversa, Grote Markt (Piazza del Mercato Grande), 2 aprile 1569)
  540. Jan de Timmerman di Courtrai, anabattista († arso vivo, Grote Markt, 2 aprile 1569)
  541. Baltasar de Rosieres di Tournai, anabattista († arso vivo, Grote Markt, 2 aprile 1569)
  542. Filippo Borghese di Siena, luterano († decapitato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 2 maggio 1569)
  543. Giovanni Maria de Blasii, luterano († impiccato e arso, presso castel Sant'Angelo, 2 maggio 1569)
  544. Aelken Jans, anabattista, († arsa viva, Middelburg, 2 maggio 1569)
  545. Dirk Willems, anabattista († arso vivo, Olanda, 16 maggio 1569)
  546. Camillo Ragnolo di Faenza, dottore in legge, luterano († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 25 maggio 1569)
  547. Bartolomeo Bartocci di Città di Castello, commerciante, calvinista († arso vivo, presso Castel Sant'Angelo, 25 maggio 1569)
  548. Alberto Boccadoro, francese, († arso vivo, presso Castel Sant'Angelo, 25 maggio 1569)
  549. Francesco Cellario di Lacchiarella, alias Iacomo della Chiarella, pastore protestante († arso vivo, presso Castel Sant'Angelo, 25 maggio 1569)
  550. Jasper de Taschringmaker (o Jaspar Hermansz), anabattista, († arso vivo, Anversa, 22 giugno 1569)
  551. Pietro Arnaldo di Angers, francese, abitante a Palermo merciaio, luterano, dommatizzante († arso vivo al Piano Ucciardone, autodafé, Palermo, Piazza Nova del Cassaro, 26 giugno 1569)
  552. Pietro Angelo Musco di Rixoles in Calabria, residente a Messina, argentiere, luterano († impiccato e arso al Piano Ucciardone, 26 giugno 1569)
  553. Camilla Caccianemici, moglie di Camillo Ragnolo, protestante († impiccata e arsa, Faenza, in fronte alla chiesa di sant'Andrea in Panigale, 23 agosto 1569)
  554. Pagolo Veloccio, di Spalano protestante († impiccato e arso, Roma, 24 agosto 1569)
  555. Giovan Battista Sambeni, anabattista, († annegato in laguna, Venezia, 26 settembre 1569)
  556. Maeyken Janssens van der Goes, anabattista, moglie di Jasper de Taschringmaker, († arsa viva, Anversa, 22 novembre 1569)
  557. Abraham Picolet, anabattista, († arso vivo, Anversa, 22 novembre 1569)
  558. Hendrik van Etten, anabattista, († arso vivo, Anversa, 22 novembre 1569)
  559. Arnaldo di Santo Zeno, frate († 1570)
  560. Gian Matteo di Giulianello da Paola, protestante († impiccato e arso, Roma, 25 febbraio 1570)
  561. Niccolò Franco, scrittore, libellista antipapale, eretico († impiccato, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 11 marzo 1570)
  562. Giovanni di Pietro Mançon, francese, protestante († impiccato e arso, Roma, 13 maggio 1570)
  563. Antonio della Pagliara, latinizzato Aonio Paleario, umanista, protestante († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 3 luglio 1570)
  564. Altinio Paltoni, protestante († impiccato e arso, Roma, 8 luglio 1570)
  565. Sigismondo Arquer, eretico, († arso vivo, Toledo, 4 giugno 1571)
  566. Gerrit Cornelisz, anabattista († arso vivo, Amsterdam, 26 giugno 1571)
  567. Adriaen Jacobs, anabattista di Dordrecht, († decapitato, Klundert, ottobre 1571)
  568. Giovanni Antonio di Jesi, protestante († impiccato e arso, Roma, 6 ottobre 1571)
  569. Girolamo di Pesaro, protestante († impiccato e arso, Roma, 6 ottobre 1571)
  570. Pietro Paolo di Moranzano protestante († impiccato e arso, Roma, 6 ottobre 1571)
  571. Anneken Jans, anabattista († arsa viva, Middelburg, Zeeland (Olanda) 3 dicembre 1571)
  572. Alessandro Jechil, di Bassano, anabattista († arso vivo, Venezia, 22 dicembre 1571)
  573. Geronima Guanziana di Valencia, eresia, stregoneria († impiccata e arsa, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 9 febbraio 1572)
  574. Dianora Guanziana di Valencia, eresia, stregoneria († impiccata e arsa, Roma, 9 febbraio 1572)
  575. Isabella Vidal di Montpellier, eresia, stregoneria († impiccata e arsa, Roma, 9 febbraio 1572)
  576. Dianora Vidal di Montpellier, eresia, stregoneria († impiccata e arsa, Roma, 9 febbraio 1572)
  577. Domenico della Xenia di Marsala († impiccato e arso, Roma, 9 febbraio 1572)
  578. Teofilo Panarelli di Monopoli, protestante († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 22 febbraio 1572)
  579. Alessandro di Giulio di Capua, protestante († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 15 marzo 1572)
  580. Giovanni di Campagnano, alias Mezzalibra, protestante († impiccato e arso, Roma, 15 marzo 1572)
  581. Adriaenken Jans, anabattista, († strangolata e arsa, Dordrecht, 28 marzo 1572)
  582. Jan Woutersz, anabattista, († strangolato e arso, Dordrecht, 28 marzo 1572)
  583. Giacomo Cortes, di Tropea, sacerdote († strozzato e arso all'Ucciardone, autodafé, Palermo, Piano dei Bologni, 1º giugno 1572)
  584. Girolamo Pellegrino di Napoli, riformista († impiccato e arso, Roma, presso Castel Sant'Angelo, 19 luglio 1572)
  585. Adriaen Rogiers, anabattista, († arso vivo, Gand, 4 dicembre 1572)
  586. Martin van den Straeten, anabattista, († arso vivo, Gand, 4 dicembre 1572)
  587. Mattheus Bernaerts, anabattista, († arso vivo, Gand, 4 dicembre 1572)
  588. Dingentgen van Hondschoote, anabattista, († arso vivo, Gand, 4 dicembre 1572)
  589. Adriaen van Daele, anabattista, († arso vivo, Anversa, 17 febbraio 1573)
  590. Adriaen de Hoedemaker (o Adriaen van den Zwalme), anabattista, († arso vivo, Bruges, 7 agosto 1573)
  591. Demetrio Madafari, di Pontedattilo in Calabria, († strangolato e arso all'Ucciardone, autodafé Palermo, Piano dei Bologni, 17 agosto 1573)
  592. Cathalijne Claes, anabattista, figlia ventiquattrenne di Lieven Claes († arsa viva, Gand, 3 dicembre 1573)
  593. Suzanneken Claes, anabattista, sorella venticinquenne di Cathalijne († arsa viva, Gand, 3 dicembre 1573)
  594. Alessandro di Giacomo († 1574)
  595. Benedetto Thomaria († 1574)
  596. Jacob Antheunis, anabattista († arso vivo, Anversa, 22 maggio 1575)
  597. Nicolaes de Stevele di Armentières, (o Claes d'Armentières), anabattista († arso vivo, Anversa, 7 ottobre 1575)
  598. Francesco Giovanni Porcaro, di Calascibetta in Calabria, residente a Messina, argentiere, luterano († arso vivo all'Ucciardone, autodafé, Palermo, Bocceria Vecchia, 1576)
  599. Michiel Willems, tessitore, anabattista († arso vivo, Gand, 19 luglio 1576)
  600. Barbele Pieters, moglie di Michiel Willems, anabattista († decapitata, Gand, 19 luglio 1576)
  601. Lippijntgen Roetsaerts, anabattista († decapitata, Gand, 19 luglio 1576)
  602. Jossyne Bornaige, anabattista († decapitata, Gand, 19 luglio 1576)
  603. Francisco de la Cruz, domenicano (Lima1578)
  604. Antonino Cavalcante, alias Renduni, di Cosenza, argentiere, luterano († arso, autodafé, Palermo, Piano Bologni, 10 agosto 1582)
  605. Borro d'Arezzo, luterano, († arso vivo, 7 febbraio 1583)
  606. Diego López, luterano, († arso vivo, 18 febbraio 1583)
  607. Domenico Danzarelli, luterano, († arso vivo, 18 febbraio 1583)
  608. Prospero d'Imperatore d'Africa, di Barberia, luterano († strangolato e arso, Campo dei Fiori, Roma, 18 febbraio 1583)
  609. Gabriel Enriquez, portoghese, luterano († arso vivo, Campo dei Fiori, 18 febbraio 1583)
  610. Ludovico Moro, luterano, († arso vivo, 10 luglio 1583)
  611. Camillo Lomaccio, frate, luterano († strangolato, carcere Tor Nona, Roma 23 luglio 1583)
  612. Giulio Carino, frate, luterano († strangolato, carcere Tor Nona, 23 luglio 1583)
  613. Leonardo di Andrea, luterano († strangolato, carcere Tor Nona, 23 luglio 1583)
  614. Pietro Benato, luterano (†arso vivo, 26 aprile 1585)
  615. Giacomo Paleologo, umanista, domenicano, antitrinitario († decapitato nel carcere Tor Nona e poi arso in Campo dei Fiori, Roma, 22 marzo 1585)
  616. Hans Aichner, hutterita, († decapitato e bruciato, Berkhausen, 13 agosto 1585)
  617. Wolf Raufer, hutterita, († decapitato e bruciato, Berkhausen, 13 agosto 1585)
  618. Jörg Bruckmaier, hutterita, († decapitato e bruciato, Berkhausen, 13 agosto 1585)
  619. Giovanni Simone Francano o Franzano, lombardo († arso vivo, autodafé Palermo, 1º maggio 1586)
  620. Annibale Capello, sacerdote, polemista antipapale, eretico († mutilato e impiccato, Roma, 14 novembre 1587)
  621. Michiel Buyse, anabattista, († strangolato ed esposto, castello di Gravensteen, Gand, 13 aprile 1589)
  622. Joos de Tollenaere, anabattista, († strangolato ed esposto, castello di Gravensteen, 13 aprile 1589)
  623. Joosyne Swyntz, anabattista, († strangolata, castello di Gravensteen, 13 aprile 1589)
  624. Giacomo Bruto, piemontese, († arso vivo, autodafé Palermo, 28 ottobre 1591)
  625. Aeltjen Baten, anabattista, († affogata, Liegi, fine ottobre 1593)
  626. Maeyken Wouters, anabattista, († affogata, Liegi, fine ottobre 1593)
  627. Francesco Gambonelli († 1594)
  628. Marcantonio Valena († 1594)
  629. Francesco Pucci († decapitato e arso, Roma, 5 luglio 1597)
  630. Celestino da Verona (Giovanni Antonio Arrigoni), frate cappuccino, eretico relapso e ostinato († arso vivo, Roma, piazza Campo de' Fiori, 16 settembre 1599)
  631. Giordano Bruno, domenicano, filosofo, scrittore, eretico ostinato († arso vivo, Roma, piazza Campo de' Fiori, 17 febbraio 1600)
  632. Domenico Scandella detto Menocchio († Pordenone, 1600)
  633. Maurizio Rinaldi († 1600)
  634. Bartolomeo Coppino († 1601)
  635. Jan Tyskiewicz, unitariano († arso vivo, Varsavia, 16 novembre 1611)
  636. Roberto Fedeli, da Rimini, libellista antipapale, eretico († decapitato, Roma, 26 agosto 1614)
  637. Margherita Cherubina alias Arabia, di Pellegret in Turchia, schiava di Francesco Lombardo di Palermo, islamizzante († arsa viva, autodafé Palermo, 11 febbraio 1617)
  638. David Chenich, di Longosol nella Turingia, calvinista († arso vivo all'Ucciardone, autodafé Palermo, chiesa di S. Domenico, 4 giugno 1617)
  639. Assuero Bisbiach, di Serbardmit (Colonia), anabattista, viaggiatore tedesco († strangolato e arso, autodafé Bologna, 5 novembre 1618)
  640. Sebastiano Chine, anabattista, dello Juclan (Magonza), abitante a Troina, barbiere († impiccato e arso, autodafé Palermo, 9 dicembre 1618)
  641. Arnaldo da Tolosa (o Arnaldo Tronceus), di Firenze, agostiniano, († impiccato e arso, Palermo, 9 dicembre 1618)
  642. Giulio Cesare Vanini, ateo († taglio della lingua, strangolato e arso, Tolosa, 9 febbraio 1619)
  643. Vincenzo Giampietro, di Xamixon in Piccardia, Francia, abitante a Siracusa, frate eremita di anni cinquanta († arso vivo, autodafé Palermo, Piano Bologni, 12 dicembre 1621)
  644. Antonio Montenegro, sacerdote, scrittore anticlericale († decapitato, Roma, Tor di Nona, 21 giugno 1623)
  645. Geremia Rosselli, di Metz, Lorena, Francia, anni 28, calvinista, apostata († arso, autodafé Palermo, 13 febbraio 1628)
  646. Francesco Manzoli, marchese, scrittore anticlericale († decapitato, Roma, 30 novembre 1636)
  647. Antonio de Acunha, di ArronchesPortogallo, marrano, († arso vivo, Lima, 23 gennaio 1639)
  648. Antonio Corderes, marrano, († arso vivo, Lima, 23 gennaio 1639)
  649. Diego López de Fonseca, di Badajoz, marrano, († arso vivo, Lima, 23 gennaio 1639)
  650. Manuel Baptista Pérez, marrano, († arso vivo, Lima, 23 gennaio 1639)
  651. Manuel de la Rosa, marrano, († arso vivo, Lima, 23 gennaio 1639)
  652. Diego La Matina, agostiniano († arso vivo, autodafé Palermo, Piano S. Erasmo, 17 marzo 1658)
  653. Vincenzo Scatolari, scrittore anticlericale, eretico († impiccato, Roma, 2 agosto 1685)
  654. Beatriz Kimpa Vita, profetessa congolese, fondatrice del movimento cristiano degli "Antoniani", († arsa a Evululu, Congo1706)
  655. Filippo Rivarola, abate, libellista antipapale, eretico († decapitato, Roma, 4 agosto 1708)
  656. Gaetano Volpini, abate, scrittore, eretico († decapitato, Roma, 3 febbraio 1720)
  657. Maria Barbara Carillo, di Jaen, Andalusia, giudaizzante, di anni 95 († arsa viva, Madrid, 18 maggio 1721)
  658. Geltruda Maria Cordovana, benedettina, quietista († arsa viva, autodafé, Piano della Marina, Palermo, 6 aprile 1724)
  659. Romualdo di Sant'Agostino (Ignazio Barberi), agostiniano, quietista († arso vivo, Piano della Marina, 6 aprile 1724)
  660. Enrico Trivelli, scrittore, eretico († decapitato, Roma, 23 febbraio 1737)

Condannati dalla chiesa anglicana[modifica | modifica sorgente]

Condanna al rogo di Jan Hus
  1. Anne Askew, poeta, protestante († arsa viva, Smithfield, 16 luglio 1546)
  2. Joan Bocher, anabattista mennonita († arsa viva, Smithfield, 2 maggio 1550)
  3. Anna Cantiana, anabattista mennonita († arsa viva, Smithfield, 2 maggio 1550)
  4. George van Parris, († 1551)
  5. Hendrik Terwoort, orafo fiammingo, anabattista († arso vivo, Smithfield, Londra, 22 luglio 1575)
  6. Jan Pietersz Wagenmaker, carradore fiammingo, anabattista († arso vivo, Smithfield, Londra, 22 luglio 1575)
  7. Matthew Hamont, († 1579)
  8. Patrick O'Hely, vescovo cattolico, († decapitato, Kilmallock, 31 agosto 1579)
  9. Conn O'Rourke, francescano, († decapitato, Kilmallock, 31 agosto 1579)
  10. Patrick Cavanagh, laico cattolico, († impiccato, Wexford, 5 luglio 1581)
  11. John Lewes, († 1583)
  12. Peter Cole, († 1587)
  13. Francis Kett, medico e sacerdote anglicano, antitrinitario († arso vivo, Castello di Norwich 14 gennaio 1589)
  14. Connor O'Devany, vescovo cattolico, († impiccato, Dublino, 11 febbraio 1612)
  15. Patrick O'Loughran, sacerdote cattolico, († impiccato, Dublino, 11 febbraio 1612)
  16. Bartholomew Legate, anglicano, antitrinitario, († arso vivo, Smithfield, 18 marzo 1612). Fu l'ultima persona ad essere bruciata viva a Londra per le sue opinioni religiose.
  17. Edward Wightman, anglicano, antitrinitario, († arso vivo, Lichfield 11 aprile 1612). Fu l'ultima persona a essere bruciata viva in Inghilterra.
  18. Terence Albert O'Brien, vescovo cattolico, († decapitato, Limerick, 31 ottobre 1651)

Condannati dalla chiesa ortodossa[modifica | modifica sorgente]

  1. Basilio il fisico († 1118), esponente dei bogomili.
  2. Avvakum Petrovich, scrittore e riformatore ortodosso, († arso vivo, Pustozёrsk, 14 aprile 1682). Santificato dai Vecchi Credenti
  3. Quirinus Kuhlmann scrittore, teologo, mistico millenarista, tedesco, († arso vivo, Mosca 4 ottobre 1689)
  4. Conrad Nordermann commerciante, millenarista, tedesco, († arso vivo, Mosca 4 ottobre 1689)

Condannati da calvinisti e zwingliani[modifica | modifica sorgente]

  1. Felix Manzanabattista († annegato, Zurigo, 5 gennaio 1527)
  2. Lorenz Aeberli, anabattista, († decapitato, Berna, 3 giugno 1539)
  3. Michele Servetoantitrinitario († arso vivo, Ginevra, 27 ottobre 1553)
  4. Giovanni Valentino Gentile, antitrinitario († decapitato, Berna, 10 settembre 1566)