sabato 16 aprile 2011

L'ultimo re di Napoli: un vero re

Una persona dignitosa imparentato con i Savoia, tradito da tutti.
Francesco II di Borbone, l’ultimo Re di Napoli I Borboni del Regno delle Due Sicilie La dinastia che poteva incarnare i regnanti della riunificazione italiana.


Ritratto di un sovrano che amò sinceramente il suo popolo




Su Francesco II di Borbone si è detto e scritto troppo poco.

A causa della breve durata del suo regno, ma soprattutto a causa della cancellazione della memoria e della demonizzazione del passato applicate scientificamente dopo l’unificazione d’Italia, su Francesco II le informazioni sono scarse e di solito denigratorie: era giovane; incapace; probabilmente succube di un padre, Ferdinando II, dalla personalità ingombrante; impreparato al comando; indeciso; imbelle. Persino sul piano personale, la propaganda ha infierito, accusandolo di non essere all’altezza anche nei rapporti con la moglie, essendo cattolico e di delicata spiritualità e, dunque, certamente un credulone superstizioso.



La realtà fu ben diversa, ovviamente, e per giungere a questa conclusione basta pensare alla vita di Francesco II dopo la fine del Regno delle Due Sicilie.



Ridotto in povertà, avendo lasciato il Regno senza portare con sé neppure il patrimonio di famiglia; dignitoso ed umile sempre; consapevole del senso della storia e del ruolo svolto come Re e come uomo, di fronte alla Provvidenza.



Francesco II resta un esempio e un riferimento per chiunque voglia ritrovare le tracce di un’identità culturale sepolta sotto quasi 150 anni di menzogne e ideologie, ma ancora viva e in attesa di essere portata alla luce.



Il testo che mettiamo a disposizione dei nostri lettori nella pagina dei Downloads/Documenti di storia delle Due Sicilie, è stato scritto in occasione della Messa di suffragio per il 130° anniversario della morte di Francesco II, celebrata a Siderno per iniziativa dell’Associazione Culturale Due Sicilie.



Ne è autrice la prof. Mariolina Spadaro, ricercatrice presso dell’Università Federico II di Napoli, che ha pubblicato numerosi saggi sulla storia del Regno delle Due Sicilie, a partire dall’epoca spagnola.

mercoledì 13 aprile 2011

Il terrapieno di Veronella seconda parte

http://www.youtube.com/watch?v=9niIlrMA2-U&feature=related

Questa è la seconda parte. Un lugo magico e abbandonato perchè non conosciuto e adeguatamente amato!

Terrapieno di Veronella

http://www.youtube.com/watch?v=VdM_NbjMric

Questo è un video dedicato al terrapieno di Veronella uno dei luoghi più misteriosi e carichi della bassa veronese dimenticata. Anche se oggi imperversano le feste della renga, del toro, dei osi de porco, in realtà si sta perdendo di vista la straordinaria pianura veronese carica di sapienza e di saggezza.
Questa è la prima parte

mercoledì 6 aprile 2011

Il 30 marzo 2009 «nessun allarme»





Il 30 marzo «nessun allarme»
per la Protezione Civile che si riunisce cinque giorni prima del rovinoso sisma, state tranquilli nelle vostre case e dormite sereni!


Ecco il comunicato pubblicato sul sito della Protezione Civile il 30 marzo scorso, in cui si annunciava una riunione della Commissione Grandi rischi per il giorno dopo, con l’obiettivo di fare una analisi della «frequente attività sismica» registrata nella provincia dell’Aquila dall’inizio dell’anno. Nella nota si precisa che, al 30 marzo, «non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio e di attenzione»

Il testo del comunicat0
«Su richiesta del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, con l’obiettivo di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane è stata convocata domani, 31 marzo, all’Aquila, alle ore 18,30 presso la sede della Regione Abruzzo, una riunione degli esperti della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi.

All’incontro, finalizzato all’analisi della frequente attività sismica registrata nella provincia dell’Aquila dall’inizio del 2009, parteciperanno, tra gli altri, il prof. Franco Barberi, presidente vicario della Commissione, il prof. Enzo Boschi, presidente dell’INGV, il prof. Gian Michele Calvi, il prof. Claudio Eva e il Vice Capo Dipartimento, prof. Bernardo De Bernardinis.
È utile precisare che non è possibile prevedere in alcun modo il verificarsi di un terremoto e che non c’è nessun allarme in corso da parte del Dipartimento della Protezione Civile, ma una continua attività di monitoraggio e di attenzione.

Secondo l’Ingv, ente preposto alla sorveglianza della sismicità del territorio nazionale, le scosse avvertite dalla popolazione in data odierna fanno parte di una tipica sequenza di terremoti, del tutto normale in aree sismiche come quella dell’aquilano che, negli ultimi mesi, ha registrato quasi 200 eventi, la maggior parte dei quali non avvertiti dalla popolazione».

Mentre che lo ha previsto viene denunciato e accusato di creare disordine fra la popolazione.
«Prevedo un terremoto». E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona
La profezia di Giampaolo Giuliani, tecnico che fa ricerca ai Laboratori del Gran Sasso provoca il panico.

Così conclude l'articolo apparso sul Coriere della sera il primo aprile del 2009
E così è stato: Giuliani, che basa le sue previsioni sull’analisi di un gas (il Radon) sprigionato dalla crosta terrestre e che ha costruito enormi cubi in piombo per monitorare il suolo, ora si ritrova addosso una denuncia per procurato allarme. «È stato terribile». Il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, ancora non si è ripreso. Domenica era a Roma, al congresso del Pdl. In mattinata, una scossa di magnitudo 4 aveva squassato il suo paese. «I vigili urbani— ha raccontato—mi hanno messo telefonicamente in contatto con questo signore (Giuliani, ndr.), che mi ha annunciato l’arrivo, da lì a poche ore, di un sisma devastante. Non sapevo che fare: far scattare il piano d’evacuazione o fare finta di niente?». A Sulmona intanto tutti già sapevano. Ed è stato il panico: gente in strada con i materassi, parroci che hanno svuotato le chiese, famiglie radunate nelle palestre. Poi è passata la domenica. E pure il lunedì. La terra ha tremato ancora. Ma piccole scosse. Niente al confronto del «terremoto che non c’è».

Francesco Alberti
01 aprile 2009
Un paese di deficenti!!!!

lunedì 4 aprile 2011

Una dea femminile nascosta nella Bibbia





Una divinità femminile nascosta nella Bibbia?
ven apr 01 00:57 .
I recenti studi di una ricercatrice di Oxford aprono un nuovo, e probabilmente aspro, dibattito sul ruolo della donna nelle tre grandi religioni monoteiste: islam, cristianesimo ed ebraismo.
Francesca Stavrakopoulou, della facoltà di Teologia e Religione del blasonato ateneo britannico, avrebbe trovato, nell'Antico Testamento, alcuni riferimenti ad Asherah, una divinità femminile della fertilità che nel corso dei secoli sarebbe scomparsa dal testo sacro. Forse cancellata da mani maschili e maschiliste? (Scopri le più incredibili curiosità sulle religioni di tutto il mondo)
Secondo alcune iscrizioni rinvenute su reperti archelogici trovati nel Sinai, Yahweh (nome di Dio in ebraico) e Asherah sarebbero stati adorati in coppia, e, secondo un versetto del Libro dei Re, nello stesso tempio. (Vuoi vedere 5000 anni di storia delle religioni in 90 secondi?)
J.Edward Wright, presidente dell'Arizona Center for Judaic Studies, conferma i risultati dello studio della Stavrakopoulou, affermando che in molte iscrizioni ebraiche antiche si fa cenno a "Yahweh e la sua Asherah".
Secondo quanto ha dichiarato a Discovery News, il ruolo di Asherah era particolarmente rilevante in alcune antiche religioni sudorientali: era una divinità potente legata ai culti della fertilità e della terra. Era conosciuta con nomi diversi tra cui Astarte e Istar, che in italiano può essere tradotto come "albero sacro". (Svelato il mistero della chiesa che suona...)
Aaron Brody, biblista presso la Pacific School of Religion, spiega che gli antichi ebrei erano politeisti e solo una piccola minoranza monoteista. La situazione è poi cambiata radicalmente nel 586 a.C., con la distruzione del Tempio di Gerusalemme, quando ha inziato ad imporsi universalmente una visione monoteista.
Sapevi che in Lettonia c'è ancora una setta di adepti ai culti pagani del Solstizio d'estate? Siamo andati a trovarli...

Tratto da:Il blog di Focus - scoprire e capire il mondo (online)